Nei giorni scorsi, presso il Senato della Repubblica, si è tenuto un incontro promosso da Federpreziosi Confcommercio che ha nuovamente posto la sicurezza al centro del dibattito del sistema orafo italiano. E’ proseguito così, in una nuova sede istituzionale di rilievo nazionale, il confronto sul tema aperto al Tarì di Marcianise, alla presenza delle principali autorità del territorio, del mondo imprenditoriale, di molti esponenti del mondo del dettaglio orafo e di diversi parlamentari ed esponenti del Governo regionale. Il tema della sicurezza oggi diventa da oltre 30 anni una priorità per il Tarì. L’esperienza del Centro orafo dimostra quotidianamente quanto una efficace gestione diretta della sicurezza richieda da un lato un forte coordinamento di uomini, mezzi e strutture efficienti, e dall’altro un efficace collegamento diretto e fiduciario con il Governo e le Forze dell’Ordine. A questi livelli di interlocuzione il ruolo del sistema associazionistico è fondamentale. Realtà come Confindustria e Confcommercio sono aperte infatti a un dialogo costante con le realtà istituzionali di riferimento. Prova oggi ne è il protocollo, sottoscritto nel 2020 da Confcommercio Federpreziosi con il Ministero dell’Interno, e recentemente rinnovato presso il Viminale. E’ da questi accordi che prendono il via le azioni sui singoli territori, come è avvenuto recentemente a Caserta. Qui la Prefettura, tra le prime in Italia, ha già avviato l’attuazione del protocollo, aprendo un dialogo con tutti i referenti locali, a cominciare dalle Forze dell’Ordine.
Il tema chiave, trattato negli incontri di Marcianise e di Roma, resta infatti l’esigenza di un forte coordinamento tra il mondo dell’impresa, gli operatori e le forze dell’ordine. Anche qui, la progettualità è importante. Sono fondamentali gli investimenti in tecnologie avanzate, per la realizzazione di sistemi centralizzati di raccolta dati e di controllo del territorio, anche attraverso droni, e la formazione specializzata in tema di prevenzione e di gestione del rischio, con il contributo di esperti e il supporto di risorse specializzate delle Forze dell’Ordine.
Insieme si può fare molto, a patto che sia sempre chiara l’esigenza, da più parti sottolineata in questi giorni, di costituire una salda rete di collaborazioni e di fiducia a tutti i livelli. Occorre rafforzare il sistema associazionistico esistente e consolidato, e mettere le idee e le energie di tutti a servizio della collettività in modo coordinato e costruttivo. Ma soprattutto occorre evitare fughe in avanti, atteggiamenti aggressivi e individualistici. Il dialogo con le istituzioni, come ho più volte evidenziato in molte occasioni, è fondamentale, e segue protocolli ben precisi. La credibilità del settore orafo non può prescindere da questo. Del resto, l’esempio del Centro Orafo Il Tarì e del D.OR.Campania sono una chiara indicazione che il lavoro di squadra, nell’interesse di tutta la filiera produttiva, è possibile sempre.
