«Il nostro futuro non è in vendita!». È questo lo slogan scelto dagli studenti che hanno annunciato uno sciopero studentesco e una manifestazione pacifica ad Aversa, in provincia di Caserta, per giovedì 22 ottobre. Al centro della protesta, il caro vita, l’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità e le difficoltà legate al costo dei carburanti, questioni che pesano sempre di più sulle famiglie e sulle nuove generazioni. Tra i temi principali della mobilitazione figurano le difficoltà nel reperire carburanti, le lunghe file presso i distributori e i prezzi elevati di benzina e diesel. A preoccupare i promotori sono anche gli scaffali vuoti e le possibili difficoltà nell’approvvigionamento dei beni essenziali. Una situazione che alimenta l’incertezza economica e mette sotto pressione le famiglie. «Non possiamo rimanere in silenzio mentre la crisi svuota i supermercati e blocca il Paese», è il messaggio riportato nella locandina che accompagna l’iniziativa. Secondo il programma diffuso dagli organizzatori, alle ore 8 è previsto il ritrovo davanti alla propria scuola, mentre alle 8.30 gli studenti delle diverse scuole si riuniranno in piazza Municipio per l’incontro generale. L’obiettivo è coinvolgere gli istituti del territorio e trasformare il disagio in un momento di partecipazione pubblica. Gli organizzatori sottolineano il carattere pacifico della manifestazione, invitando tutti i partecipanti a esprimere le proprie richieste in modo civile e responsabile, nel rispetto della città e dei cittadini. Cartelloni, striscioni, fischietti e megafoni saranno gli strumenti attraverso cui gli studenti intendono far sentire la propria voce, dando spazio alla creatività e alla partecipazione. La mobilitazione vuole riportare al centro del dibattito pubblico le preoccupazioni dei giovani e il loro desiderio di essere ascoltati sulle questioni economiche e sociali che condizionano il presente e il futuro. Il messaggio conclusivo della locandina è un invito all’unità: «La voce di uno è un sussurro, la voce di tutti è un boato». Un’iniziativa che punta a trasformare le preoccupazioni individuali in una richiesta collettiva di attenzione, ribadendo che anche i giovani vogliono essere protagonisti del confronto sui problemi che riguardano la società.
