La notte in cui il borgo di Casertavecchia è diventato musica
Per una notte Casertavecchia ha smesso di essere soltanto un luogo da visitare e si è trasformata in un grande palcoscenico senza sipario. È questo, forse, il modo più efficace per raccontare il successo dei “Concerti di una notte di mezza estate”, l’appuntamento che il 14 agosto ha riportato la musica tra le pietre, le navate, i cortili e i palazzi dell’antica Casa Hirta.
Dodici concerti distribuiti in quattro luoghi di grande fascino – la Cattedrale, la chiesa dell’Annunziata, Palazzo della Valle e Palazzo Giaquinto – hanno costruito una vera e propria passeggiata musicale attraverso il borgo medievale. Un programma capace di attraversare epoche e linguaggi, dal barocco alla contemporaneità, dalle suggestioni viennesi all’anima latina, con incursioni nella musica popolare e in quella contemporanea. Non una semplice successione di concerti, dunque, ma un progetto culturale nel quale il luogo è diventato parte integrante dello spettacolo. I programmi sono stati pensati come itinerari: la musica dentro le chiese, nei palazzi, nei cortili e lungo i vicoli, mentre il pubblico si spostava da uno spazio all’altro trasformando l’ascolto in un’esperienza condivisa. È la stessa filosofia che da anni caratterizza “Un Borgo di Libri”, la manifestazione ideata e diretta da Luigi Ferraiuolo. Il risultato della serata ha confermato la bontà di una formula ormai consolidata. Ferraiuolo non si è limitato a organizzare un evento musicale, ma ha riproposto una delle intuizioni che hanno reso riconoscibile il suo lavoro a Casertavecchia: utilizzare la cultura per riportare attenzione sui luoghi, sulle loro storie e sulla loro identità. Negli anni “Un Borgo di Libri” ha trasformato il borgo in un punto d’incontro per scrittori, giornalisti, magistrati, artisti e protagonisti della cultura nazionale e internazionale. La musica rappresenta, in questo percorso, una naturale estensione della stessa idea: se un libro può raccontare una persona o un luogo, anche la musica può farlo, attraverso un linguaggio diverso. La riuscita dei concerti va quindi letta anche alla luce dell’esperienza maturata nelle precedenti edizioni. La manifestazione non nasce da un esperimento occasionale, ma da un percorso che ha progressivamente costruito un rapporto tra pubblico, patrimonio e proposta culturale. Proprio questa esperienza consente oggi a Ferraiuolo di utilizzare con naturalezza gli spazi del borgo, evitando che siano semplicemente una scenografia e trasformandoli invece in protagonisti.
In questo disegno assume un ruolo importante anche don Franco Catrame, amministratore delle parrocchie di Casertavecchia e figura attiva nella vita del borgo. La sua presenza non è stata quella di un semplice ospitante istituzionale. La parrocchia ha infatti messo a disposizione i propri spazi e il proprio sostegno, diventando parte concreta della macchina organizzativa. Già presentando l’iniziativa, don Franco aveva sottolineato come costruire iniziative culturali a Casertavecchia, come quelle portate avanti da “Un Borgo di Libri”, rappresenti un grande merito, assicurando la disponibilità della parrocchia a dare una mano. È un elemento significativo perché la valorizzazione di Casertavecchia non può essere affidata esclusivamente a grandi manifestazioni occasionali. Ha bisogno di una rete di soggetti che vivano quotidianamente il borgo e che siano disposti a considerarlo non soltanto come patrimonio storico, ma come comunità. In questo senso il ruolo di don Franco Catrame si inserisce in una prospettiva più ampia: recuperare attenzione, vitalità e partecipazione attorno a un luogo che rischierebbe altrimenti di essere percepito soltanto come una meta turistica. La collaborazione tra realtà culturali e comunità religiosa diventa così una delle chiavi della riuscita dell’iniziativa. Le antiche architetture non vengono semplicemente aperte al pubblico, ma tornano a vivere attraverso persone, musica, incontro e partecipazione.
Anche la scelta degli interpreti ha seguito una precisa filosofia. Il progetto ha puntato in particolare sui giovani musicisti del Mezzogiorno, alcuni selezionati attraverso percorsi e call dedicate, con l’obiettivo non soltanto di offrire una vetrina, ma di creare opportunità e possibili percorsi professionali. È una scelta coerente con la storia della manifestazione, che negli anni ha cercato di coniugare valorizzazione del patrimonio e produzione culturale contemporanea. E proprio questo equilibrio sembra essere uno degli elementi che spiegano la fortuna dell’appuntamento. La notte del 14 agosto ha così proposto un’idea diversa di Ferragosto: non il semplice intrattenimento, ma la possibilità di vivere un luogo attraverso la cultura. Una formula che anche nel 2026 si è inserita nel tema generale “Cammini” di “Un Borgo di Libri”, inteso non soltanto come movimento fisico, ma come percorso tra luoghi, idee, memoria e comunità.
Il vero risultato dei “Concerti di una notte di mezza estate”, allora, va oltre il successo della singola serata. È nella capacità di dimostrare ancora una volta che Casertavecchia può essere vissuta, non soltanto ammirata; attraversata, non soltanto fotografata; ascoltata, non soltanto visitata. E mentre le ultime note lasciavano gli antichi palazzi e le chiese, restava la sensazione che il borgo avesse ritrovato, almeno per una notte, una delle sue vocazioni più autentiche: essere un luogo vivo.
