Mondragone non può essere trattata come una terra di nessuno. La scorsa notte, lungo la strada che conduce al sito UNESCO di Mondragone, un cumulo di rifiuti abbandonati è stato dato alle fiamme. Il rogo ha interessato i rifiuti presenti nell’area e provocato danni anche a olivi secolari, simbolo del nostro paesaggio e di una storia che dovrebbe essere custodita e rispettata. Quello che è accaduto è gravissimo. Ma ancora più grave è ricordare che questa situazione di degrado viene segnalata da anni. Cittadini e residenti hanno più volte denunciato la presenza di rifiuti e l’abbandono dell’area, chiedendo interventi e una soluzione definitiva. Eppure, nonostante le segnalazioni, il problema è rimasto lì, fino ad arrivare al punto di trasformarsi in un incendio. Era necessario aspettare che prendesse fuoco tutto per accorgersi del problema? Una strada che conduce a un’area di valore storico, culturale e paesaggistico non può essere il teatro di discariche abusive, degrado e incendi. E non possiamo accettare che alberi che hanno resistito per decenni, forse per secoli, vengano distrutti dalle conseguenze dell’incuria e dell’abbandono. È il momento di chiedere con forza: Chi deve controllare questa zona? Perché le segnalazioni degli anni passati non hanno portato a una soluzione? Chi provvederà alla bonifica? Come verrà impedito che la situazione si ripeta? I cittadini di Mondragone meritano risposte precise. Se qualcuno ha appiccato volontariamente il fuoco, sarà compito delle autorità accertarlo e individuare eventuali responsabili. Ma altrettanto importante è capire perché quei rifiuti fossero ancora lì, nonostante le segnalazioni. Perché quando un problema viene segnalato per anni e nessuno lo risolve, prima o poi il rischio è che accada quello che è successo questa notte. Mondragone merita rispetto. Il suo territorio merita rispetto. I suoi alberi, la sua storia e il suo patrimonio meritano rispetto. Non possiamo ricordarci del patrimonio UNESCO soltanto quando c’è da mostrarlo ai visitatori. La tutela comincia dalla quotidianità. Servono bonifica, controlli, prevenzione e responsabilità. Subito.
