Ci sono notizie che arrivano all’improvviso e ti costringono a fermarti. La scomparsa di Piero Pasini è una di quelle. Perché con lui non se ne va soltanto un allenatore che ha attraversato decenni di pallacanestro italiana, ma un uomo che ha lasciato tracce profonde nelle città e nelle società che hanno avuto la fortuna di incontrarlo. Anche Caserta conserva un pezzo della sua storia. Arrivò in un momento complicato, quando c’era bisogno di ricostruire, di rimettere insieme ambizioni e certezze. Non furono anni coronati dai trionfi che tutti sognavano, ma furono stagioni vissute con serietà, competenza e passione. Pasini rappresentava quel tipo di allenatore che non vendeva illusioni: lavorava, costruiva, pretendeva il massimo da sé stesso e dagli altri. Oggi colpisce una coincidenza quasi crudele. Se n’è andato proprio nel giorno in cui Caserta torna a giocarsi una finale importante, una di quelle che fanno battere il cuore a una città intera. Come se il basket avesse voluto legare per un’ultima volta il suo nome a una piazza che lo ha conosciuto e apprezzato. Chi ha vissuto quegli anni ricorda il tecnico, ma soprattutto l’uomo. Un romagnolo sanguigno, schietto, autentico. Uno di quelli che appartengono a una pallacanestro diversa, fatta di rapporti umani prima ancora che di statistiche, di sacrifici prima ancora che di contratti, di passione prima ancora che di risultati. Forse è proprio questo che lascia più amarezza. Con Pasini se ne va un altro pezzo di quella generazione che ha contribuito a rendere grande il basket italiano. Una generazione che ha insegnato che si può perdere una partita senza perdere la dignità e che si può vincere senza dimenticare l’umiltà. Stasera il parquet racconterà una nuova pagina della storia di Caserta. Ci saranno canestri, emozioni, tensione e speranze. Ma per molti, almeno per un attimo, il pensiero correrà a quel coach che per un tratto di strada ha condiviso il cammino della città. Perché le partite finiscono, le classifiche cambiano e le promozioni passano. Le persone, invece, restano. E Piero Pasini resterà nel ricordo di chi ama il basket e di una Caserta che oggi lo saluta con rispetto, gratitudine e un velo di malinconia.
Buon viaggio, coach.
