Se l’obiettivo era creare un percorso a ostacoli nel cuore della città, bisogna riconoscere che il risultato è stato raggiunto. Su viale Medaglie d’Oro, a pochi passi dallo Stadio Pinto, il degrado sembra aver conquistato la partita con un netto 3-0 ai danni della manutenzione. Parliamo di una delle zone più frequentate di Caserta, attraversata ogni giorno da tifosi, sportivi, studenti e cittadini. Eppure il colpo d’occhio è impietoso: marciapiedi spaccati, radici che emergono come trappole naturali, erbacce che crescono indisturbate e una pavimentazione che sembra aver dichiarato guerra a chiunque osi attraversarla a piedi. Chi arriva in città per assistere a una partita potrebbe pensare di trovarsi davanti a un’installazione artistica dedicata al concetto di abbandono urbano. In realtà è semplicemente il marciapiede di una delle arterie principali di Caserta. Le radici degli alberi hanno ormai assunto il ruolo di progettisti urbanistici, ridisegnando il percorso pedonale meglio di qualsiasi ufficio tecnico. Le erbacce, invece, continuano la loro inarrestabile scalata verso il titolo di unico verde pubblico davvero curato della zona. La situazione non è soltanto una questione di decoro. Qui il problema è anche la sicurezza. Anziani, persone con difficoltà motorie e genitori con passeggini sono costretti ogni giorno a uno slalom che nulla ha da invidiare a una prova olimpica. Basta una distrazione per ritrovarsi a terra. La domanda è sempre la stessa: possibile che nessuno veda? Possibile che in una zona così importante della città non si riesca a garantire un marciapiede dignitoso? Mentre chi dovrebbe intervenire continua a osservare dalla panchina, il degrado attacca senza trovare opposizione. E, a giudicare dalle condizioni di viale Medaglie d’Oro, sta vincendo il campionato con largo anticipo. Forse è arrivato il momento di intervenire prima che le crepe diventino voragini e le erbacce chiedano ufficialmente la residenza. Perché una città che vuole presentarsi al meglio non può permettersi che uno dei viali più importanti si trasformi nell’ennesimo simbolo dell’incuria.
