A Caserta evidentemente il concetto di manutenzione stradale sta evolvendo verso forme più “creative”. In via G. Tescione, nei pressi dell’Ospedale Civile, è comparsa infatti una nuova attrazione urbana: un tombino ceduto che ogni giorno regala emozioni forti ad automobilisti, motociclisti e pedoni.
Una trovata geniale, quasi futuristica. Del resto, chi ha bisogno di piste per testare sospensioni e ammortizzatori quando basta attraversare una strada cittadina?
La posizione del tombino è poi semplicemente perfetta: davanti all’ospedale. Così, se qualcuno rompe cerchione, pneumatico o direttamente la schiena passando lì sopra, almeno sa già dove andare.
Gli automobilisti ormai affrontano il tratto come una missione militare. C’è chi rallenta bruscamente, chi sterza all’improvviso rischiando di centrare l’auto accanto e chi, troppo tardi, scopre il tombino con un colpo secco che fa rivalutare immediatamente il prezzo del meccanico.
Per i motociclisti il livello è superiore: non più codice della strada, ma selezione naturale.
La cosa più incredibile è che non si tratta di una stradina dimenticata in campagna, ma di una zona trafficatissima, attraversata ogni giorno da ambulanze, cittadini, personale sanitario e persone dirette in ospedale. Ma evidentemente il messaggio è chiaro: oltre alle visite mediche, a Caserta si offre gratuitamente anche il brivido dell’imprevisto stradale.
Naturalmente la situazione è stata segnalata agli uffici competenti. Ora parte il grande classico italiano: la speranza che qualcuno intervenga prima che il tombino venga dichiarato bene archeologico o inserito tra i monumenti storici della città.
Perché qui il problema non è più solo il tombino. Il problema è l’assuefazione al degrado. È vedere situazioni pericolose diventare normali. È dover ringraziare il cielo ogni volta che si evita un danno all’auto o una caduta in scooter.
Nel frattempo gli automobilisti continuano lo slalom, i cittadini scansano il pericolo e il tombino resta lì, immobile, come il simbolo perfetto di una manutenzione che a Caserta sembra sempre dover arrivare… domani.
