Nuove verifiche ambientali nell’Agro aversano riaccendono l’attenzione su uno dei territori più colpiti dall’inquinamento in Campania. Il piano straordinario per la Terra dei Fuochi entra in una fase operativa con controlli e scavi mirati, coordinati dal commissario Giuseppe Vadalà, con l’obiettivo di accertare la reale presenza di rifiuti interrati nel sottosuolo.
Tra i punti individuati per gli interventi figura un’area situata alle spalle del campo sportivo di Casal di Principe, attualmente gestita dall’Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati. Il sito, già oggetto di attenzioni investigative in passato, era stato indicato come possibile luogo di smaltimento illecito di rifiuti industriali.
Le nuove attività partono anche dalle dichiarazioni rese negli anni dal collaboratore di giustizia Carmine Schiavone davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta. Secondo quanto riferito, in diverse zone dell’Agro aversano sarebbero stati interrati rifiuti provenienti da attività industriali, spesso collocati a profondità considerevoli.
Proprio per verificare queste ipotesi, nelle prossime settimane saranno effettuati ulteriori scavi e analisi tecniche. L’obiettivo è caratterizzare con precisione i terreni e stabilire se nel sottosuolo siano presenti materiali contaminanti e in quale quantità.
L’area era già stata sottoposta ad accertamenti nel 2016, nell’ambito di un’indagine della Direzione distrettuale antimafia di Napoli. In quell’occasione furono realizzati carotaggi e prelievi lungo via del Pozzo, con analisi affidate all’ARPAC. Alcuni campioni evidenziarono valori di manganese e idrocarburi superiori ai limiti previsti dalla normativa, mentre altri rientravano nei parametri consentiti.
Durante le verifiche furono inoltre individuati materiali di risulta e fanghi dall’odore intenso, elementi che avevano alimentato il sospetto di sversamenti illeciti avvenuti negli anni passati. Tuttavia, gli esperti sottolinearono la necessità di ulteriori approfondimenti per comprendere l’origine di alcune anomalie riscontrate.
Il nuovo ciclo di indagini punta proprio a chiarire definitivamente la situazione ambientale dell’area. Solo dopo aver completato la messa in sicurezza e gli eventuali interventi di bonifica sarà possibile valutare il futuro utilizzo del sito.
Tra le ipotesi allo studio c’è anche quella di un recupero dell’area per finalità pubbliche, con la possibilità di integrarla con le strutture sportive già presenti nella zona.
Prima di qualsiasi progetto, però, resta prioritario un passaggio: accertare cosa sia realmente presente nel sottosuolo e chiudere uno dei capitoli più delicati legati alla storia dell’inquinamento nella Terra dei Fuochi.
