Eugenia Carfora
Si è svolto a partire dalle ore 19:00 di martedì 24 marzo, presso la Chiesa di San Michele Arcangelo, l’incontro con la dirigente scolastica Eugenia Carfora, figura simbolo dell’impegno educativo e civile in Campania. Un appuntamento molto partecipato che ha trasformato la chiesa in un luogo di dialogo, riflessione e condivisione sui temi dell’educazione e del futuro delle nuove generazioni.
L’iniziativa, inserita nel ciclo “La Preside incontra la città”, ha registrato una significativa presenza di cittadini, famiglie e soprattutto di tantissimi giovani, protagonisti attivi della serata e segno evidente di un forte bisogno di ascolto e confronto su temi che riguardano il loro percorso di crescita.
L’incontro ha rappresentato un’importante occasione per ribadire il valore dell’educazione come leva di cambiamento sociale. Al centro del dibattito il tema “Il patto educativo sociale 2024–2027”, un progetto ambizioso che punta a costruire una rete stabile tra scuola, istituzioni, famiglie e realtà del territorio.
Un modello di collaborazione che mira non solo a contrastare fenomeni come la dispersione scolastica, ma anche a offrire ai giovani strumenti concreti per immaginare e costruire il proprio futuro in maniera consapevole e responsabile.
Nel suo intervento, la dirigente Eugenia Carfora, alla guida dell’Istituto superiore “Francesco Morano” del Parco Verde di Caivano, ha condiviso la propria esperienza maturata in un contesto complesso, diventato negli anni simbolo di riscatto attraverso la scuola.
«La scuola deve essere un presidio di inclusione e di speranza – ha affermato –. Nessun ragazzo deve sentirsi escluso o destinato all’abbandono. Il nostro compito è costruire ogni giorno percorsi capaci di accogliere tutti, valorizzando le diversità e contrastando con forza la dispersione scolastica».
Parole che hanno trovato grande attenzione tra i presenti, in particolare tra i giovani, molti dei quali si sono riconosciuti nelle difficoltà e nelle opportunità descritte dalla dirigente.
A promuovere l’iniziativa è stato don Stefano Giaquinto, parroco impegnato da anni nel recupero dei giovani e nella lotta contro le diverse forme di devianza. Nel suo intervento ha evidenziato la necessità di un impegno condiviso:
«La comunità educante non può delegare: deve essere presente, vicina, capace di ascoltare. Ogni giovane recuperato è una vittoria per tutti. Solo creando relazioni autentiche possiamo contrastare le forme di disagio e offrire alternative reali».
Il parroco ha sottolineato come la parrocchia, insieme alle altre realtà del territorio, possa rappresentare un punto di riferimento fondamentale per i ragazzi, soprattutto nei contesti più fragili.
L’incontro è stato introdotto da Simone Palmiero e Maila De Simone, referenti della Pastorale Giovanile, che hanno posto l’accento sull’importanza del coinvolgimento attivo dei giovani nei percorsi educativi.
Le conclusioni, affidate a Giada Caiazza e Domenico Iannotta, hanno rilanciato la necessità di costruire una rete educativa stabile e duratura, capace di andare oltre i singoli eventi e incidere concretamente sul territorio.
L’iniziativa, promossa dal Consiglio Pastorale Familiare della parrocchia, ha visto il sostegno di diverse realtà locali, tra cui la BCC Terra di Lavoro, la Comunità Incontro e l’Istituto Aldo Moro, a testimonianza di una sinergia sempre più forte tra istituzioni, associazioni e mondo educativo.
Uno degli elementi più significativi della serata è stata proprio la massiccia presenza di giovani, che hanno seguito con attenzione gli interventi e partecipato con interesse al confronto.
Un segnale importante, che conferma quanto le nuove generazioni abbiano bisogno di punti di riferimento credibili e di spazi in cui poter esprimere dubbi, idee e aspirazioni.
L’incontro si è concluso in un clima di grande partecipazione e condivisione, lasciando un messaggio chiaro: solo attraverso una collaborazione concreta e continua tra scuola, famiglia e territorio è possibile costruire opportunità reali e restituire speranza ai giovani.

