C’era una volta una caserma dei pompieri in viale Douhet, a Caserta. Oggi, più che spegnere incendi, sembra alimentare quello del degrado urbano.
L’ex struttura, abbandonata da tempo, si presenta come un perfetto esempio di “riqualificazione al contrario”: porte spalancate, ambienti distrutti e nessun segnale di controllo. Ma la vera trasformazione è all’interno, dove quello che era un presidio dello Stato è diventato, nei fatti, un rifugio di fortuna.
Durante un accesso nei locali, lo scenario è apparso tutt’altro che simbolico: escrementi umani, vestiti sparsi, piumoni. Non proprio un allestimento casuale, ma piuttosto la prova evidente che qualcuno lì dentro ci vive, o meglio, sopravvive lontano da occhi e responsabilità.
Il risultato? Un edificio pubblico trasformato in dormitorio improvvisato, senza servizi, senza sicurezza, senza dignità. E nel frattempo fuori si continua a passare, magari facendo finta di niente.
L’ironia, se proprio vogliamo trovarla, è tutta qui: una caserma nata per garantire sicurezza oggi rappresenta un problema per la sicurezza stessa. Un luogo che dovrebbe essere recuperato diventa invece il simbolo perfetto di ciò che accade quando si lascia marcire tutto, lentamente.
E mentre il tempo passa, l’ex caserma resta lì. Non più utile, non ancora recuperata, ma perfettamente funzionale… al degrado.
