Un passo concreto per costruire una Caserta più solidale e coesa. È quello che si compirà giovedì 29 ottobre alle ore 16:00, presso la sede del Distretto Regio di Caserta C01 – Urban Center, in Piazza Vanvitelli, con la Firma del Protocollo d’Intesa tra la Parrocchia di San Bartolomeo Apostolo – Caritas Parrocchiale e il Distretto Regio di Caserta C01.
L’appuntamento, presentato come Incontro istituzionale, segna l’avvio formale di una collaborazione strutturata tra due realtà fondamentali per il tessuto sociale cittadino: da un lato la comunità parrocchiale, da sempre presidio di ascolto, accoglienza e carità concreta attraverso la Caritas; dall’altro il Distretto, che coordina i servizi sociali e le politiche di welfare per l’ambito territoriale.
Il Protocollo nasce con un obiettivo chiaro: non duplicare gli interventi, ma metterli in rete. Chiesa e istituzioni hanno scelto di parlarsi, di condividere dati, bisogni e risorse per dare risposte più rapide ed efficaci a chi vive una condizione di fragilità. È un’intesa che parte prima di tutto dall’ascolto, dalla volontà di creare un canale stabile tra la Caritas di San Bartolomeo e i servizi sociali del Distretto per intercettare per tempo le diverse forme di povertà – economica, educativa, abitativa – e quella solitudine silenziosa che colpisce soprattutto anziani, persone con disabilità e famiglie con minori. Un ascolto che non resta fine a se stesso, ma diventa presa in carico condivisa, accompagnamento concreto verso l’autonomia, con un orientamento ai servizi e percorsi di inclusione attiva che vadano oltre il semplice aiuto materiale. E tutto questo riconoscendo nella comunità stessa la risorsa più preziosa, valorizzando il volontariato e la cittadinanza attiva come parte viva del sistema di welfare locale, in una logica autentica di sussidiarietà. Come ricorda la grafica della locandina – una catena umana che unisce giovani, anziani, bambini e persone con disabilità – l’idea è proprio quella di una comunità che si tiene per mano e non lascia indietro nessuno.
A sottolineare il valore umano e istituzionale dell’accordo sono le parole dei due protagonisti. Per don Nicola Lombardi, parroco della Parrocchia di San Bartolomeo Apostolo, si tratta di un atto di coerenza con il Vangelo vissuto nel quotidiano: “La nostra parrocchia non può limitarsi ad aprire le porte della chiesa, deve aprire le porte del cuore alla città. Questo protocollo non è una firma su un foglio, è un abbraccio. Lì dove le istituzioni a volte fanno fatica ad arrivare, arriva la relazione, arriva la Caritas che ascolta una mamma sola, un anziano solo, un giovane senza lavoro. Mettere insieme le nostre forze significa dire a chi è fragile: non sei invisibile, questa comunità ti vede.”
Sulla stessa linea il dott. Vincenzo Mataluna, Direttore Generale dell’Azienda Speciale Consortile Distretto Regio Caserta C01, che evidenzia la portata strategica dell’intesa: “Il welfare oggi non si fa più da soli, si costruisce in rete. Il Distretto C01 ha il compito di programmare servizi efficaci, ma senza le antenne vive del territorio rischiamo di non intercettare il bisogno reale. La collaborazione con la Parrocchia di San Bartolomeo e con la sua Caritas è per noi un modello: ci permette di unire la professionalità dei servizi sociali alla prossimità della comunità. È così che trasformiamo un intervento assistenziale in un vero percorso di dignità e inclusione.”
L’incontro di giovedì 29 ottobre non sarà solo un momento formale. Come indicato in locandina, interverranno le parti interessate, chiamate a illustrare contenuti, finalità e prospettive operative del Protocollo. Si tratta di un modello virtuoso che Caserta sta sperimentando da tempo: il Distretto Regio C01 come cabina di regia e le realtà del Terzo Settore e del volontariato cattolico come antenne sensibili sul territorio. La Parrocchia di San Bartolomeo Apostolo, con la sua Caritas, conferma così la sua vocazione a essere non solo luogo di culto, ma agente sociale, ponte tra il bisogno che bussa ogni giorno alla porta della parrocchia e le risposte istituzionali. L’appuntamento è pubblico e aperto a operatori, volontari e cittadini interessati a conoscere da vicino una nuova alleanza per il bene comune.
