Viaggio nella storia dell’emancipazione femminile all’Archivio di Stato
Ottant’anni fa le donne italiane conquistavano finalmente il diritto di partecipare alla vita democratica del Paese attraverso il voto. Una svolta epocale, frutto di decenni di battaglie, sacrifici e rivendicazioni, che oggi merita di essere ricordata non soltanto come una pagina fondamentale della storia nazionale, ma anche come punto di partenza per riflettere sul ruolo femminile nella società contemporanea.
Sarà questo il filo conduttore dell’incontro in programma venerdì 30 ottobre, alle ore 16, presso l’Archivio di Stato di Caserta, nella suggestiva cornice del Palazzo Reale, in piazza Carlo di Borbone. Al centro dell’appuntamento la presentazione del volume “Voto alle donne! La storia di una battaglia, dalle suffragette alla Costituente”, firmato dagli storici e giornalisti Mario Avagliano e Marco Palmieri. Un’opera che ricostruisce, attraverso lettere, diari, testimonianze e documenti d’archivio, un percorso lungo quasi un secolo, dalle prime rivendicazioni delle patriote risorgimentali fino all’ingresso delle ventuno donne nell’Assemblea Costituente. Una storia corale che restituisce voce a protagoniste spesso dimenticate e racconta quanto sia stata difficile la conquista di un diritto oggi considerato irrinunciabile. A introdurre l’incontro sarà Fortunata Manzi, direttrice dell’Archivio di Stato di Caserta, impegnata nella valorizzazione del patrimonio documentario e nella promozione degli archivi come luoghi vivi di conoscenza e partecipazione culturale. La scelta di ospitare proprio nell’Archivio questa iniziativa assume un particolare significato: sono infatti le fonti storiche a consentire di ricostruire le vicende di quelle donne che, spesso lontane dai riflettori, contribuirono a trasformare profondamente la società italiana. A dialogare con gli autori saranno tre figure femminili provenienti da differenti ambiti professionali, accomunate dall’attenzione per la cultura e le questioni sociali. Lidia Luberto, giornalista e scrittrice, vanta una lunga esperienza nell’informazione culturale e nell’approfondimento delle tematiche femminili. Autrice, tra l’altro, di un volume dedicato a Miriam Mafai, è tra le promotrici del Premio giornalistico nazionale Matilde Serao. Un percorso che rende particolarmente significativa la sua partecipazione a un dibattito dedicato all’emancipazione femminile. Accanto a lei Sabrina Palmieri, docente ed economista, chiamata a offrire una prospettiva legata anche alle trasformazioni sociali ed economiche che hanno accompagnato l’affermazione dei diritti femminili. Un contributo che potrà ampliare la riflessione dalla conquista del suffragio alle sfide ancora aperte in materia di pari opportunità e partecipazione alla vita pubblica. A condurre il confronto sarà Annamaria Barbato Ricci, giornalista ed esperta di comunicazione istituzionale, con una consolidata esperienza maturata anche presso la Presidenza del Consiglio dei ministri e in organismi nazionali e internazionali, tra cui Formez e UNICEF. Una carriera che unisce giornalismo, istituzioni e comunicazione pubblica. Particolarmente atteso l’intervento di Mario Avagliano, storico, giornalista e saggista, autore insieme a Marco Palmieri di numerosi studi dedicati alla Resistenza, alla memoria del Novecento e ai passaggi decisivi della storia italiana. Nel loro ultimo lavoro, i due autori restituiscono centralità anche alle battaglie combattute nel Mezzogiorno, ricordando figure come la napoletana Eloisa Nacciarone, che già nei primi anni del Novecento tentò di ottenere l’iscrizione nelle liste elettorali.
Il messaggio dell’iniziativa casertana è più che attuale: ricordare che i diritti non nascono spontaneamente e non possono mai essere considerati definitivamente acquisiti. La presenza femminile nelle istituzioni, nel mondo del lavoro e nei luoghi decisionali resta un tema centrale del dibattito pubblico. L’appuntamento del 30 ottobre si propone dunque come un’occasione di approfondimento storico, ma anche di confronto tra generazioni, nel segno di una conquista che ha cambiato per sempre il volto della democrazia italiana.
