Villetta Giaquinto
Dall’elenco dei professionisti indicati nel cartello di cantiere relativo agli interventi di riqualificazione del verde di Villa Giaquinto emergono le figure di un ingegnere, un architetto e un geometra. Colpisce, tuttavia, l’assenza dell’agronomo, ovvero dello specialista che, per competenze, avrebbe dovuto coordinare e supervisionare operazioni di questo tipo.
I lavori di sistemazione dell’area verde sono entrati nel vivo da alcuni giorni e stanno già producendo effetti evidenti. Gli operatori incaricati stanno procedendo con il taglio massiccio degli alberi, determinando una drastica riduzione del patrimonio vegetale di uno spazio pubblico frequentato per anni da migliaia di cittadini.
L’operazione, che comporta anche un ritorno economico per l’impresa esecutrice grazie alla vendita della legna ricavata, sta interessando indistintamente tutte le alberature. Sono stati rimossi elementi simbolici del parco, come il veliero, cancellando di fatto i segni identitari che caratterizzavano il luogo.
Secondo quanto denunciato, il danno arrecato risulterebbe irreversibile. La pratica della capitozzatura, infatti, è considerata altamente lesiva: indebolisce la struttura dell’albero, riduce in modo significativo la capacità fotosintetica, ne compromette la stabilità nel tempo e ne accorcia drasticamente il ciclo di vita. La perdita della chioma comporta inoltre l’annullamento di gran parte dei benefici ambientali che le piante garantiscono nei contesti urbani.
Tra questi, un ruolo centrale è svolto dal miglioramento della qualità dell’aria. La vegetazione cittadina contribuisce infatti all’assorbimento degli inquinanti atmosferici – come polveri sottili, ossidi di azoto e ozono – alla riduzione delle isole di calore e, indirettamente, alla prevenzione di patologie respiratorie e cardiovascolari. Ridimensionare in modo drastico le superfici fogliari significa eliminare un vero e proprio sistema naturale di filtraggio.
A questo si aggiunge la rimozione e la distruzione di manufatti che hanno caratterizzato Villa Giaquinto per oltre vent’anni, a partire proprio dal veliero, oggi ridotto a semplice materiale da ardere. Le immagini diffuse in questi giorni documentano in maniera inequivocabile quanto sta avvenendo.
Gli interventi proseguono nonostante, in passato, fossero state avanzate proposte alternative al progetto attualmente in esecuzione, presentate anche all’ingegnere Biondi. Viene inoltre segnalato come un noto vivaista locale avrebbe dichiarato di poter realizzare gli stessi lavori a un costo nettamente inferiore rispetto a quello previsto dall’amministrazione comunale.
A supporto delle critiche viene richiamata un’esperienza pluridecennale nel settore del verde urbano e dei parchi pubblici. Per una valutazione tecnica indipendente, viene suggerito di rivolgersi al professor Francesco Ferrini, ordinario di Arboricoltura generale e coltivazioni arboree presso l’Università degli Studi di Firenze, considerato uno dei massimi esperti italiani nella gestione degli alberi in ambito urbano.
L’appello finale è a fermare immediatamente questi interventi, prima che vengano compromesse anche le restanti alberature, comprese le piante di arancio presenti nell’area.
Giuseppe Messina – agronomo
