Buongiorno da Capua, dove Piazza d’Armi sembra ormai destinata a tutto, tranne che a svolgere una sola funzione alla volta. C’è il mercato? Arrivano le auto private. Ci sono gli autobus? Devono farsi largo.
Ci sono gli autisti AIR Campania che devono raggiungere il capolinea per prendere servizio? E qui arriva la domanda da un milione di dollari: dove parcheggiano le loro automobili? Perché il problema è proprio questo.
Piazza d’Armi non è un parcheggio privato a disposizione di chi arriva al mercato. È uno spazio pubblico che deve consentire lo svolgimento ordinato delle diverse attività previste, compreso il servizio di trasporto pubblico. E invece, nelle giornate di mercato, lo scenario rischia di trasformarsi nel solito teatrino all’italiana: automobili sistemate praticamente ovunque, spazi occupati e autobus che devono convivere con una situazione tutt’altro che ideale. A questo punto sarebbe interessante sapere quale sia l’organizzazione prevista per gli autisti AIR Campania. Devono arrivare al capolinea, prendere il proprio autobus e garantire il servizio ai cittadini. Ma se gli spazi vengono occupati dalle vetture private, dove dovrebbero lasciare le loro automobili?
Forse dovrebbero parcheggiarle direttamente sul tetto degli autobus. Una soluzione innovativa, certamente, ma probabilmente poco praticabile. Al di là dell’ironia, la questione è seria. Il trasporto pubblico non può essere trattato come un elemento secondario, soprattutto in una città dove il capolinea rappresenta un punto fondamentale per studenti, pendolari e cittadini.
E allora una domanda va posta a chi di competenza: esiste un piano preciso per la gestione della sosta durante il mercato? Esiste un’area riservata agli autisti AIR Campania? Chi controlla che gli spazi destinati al servizio pubblico rimangano effettivamente liberi? Perché se nessuno risponde, il rischio è che Piazza d’Armi continui a essere un po’ di tutto: mercato, parcheggio, capolinea e, perché no, magari domani anche pista per i go-kart.
Una cosa è certa: le auto private possono aspettare. Un autobus di linea, invece, ha un orario da rispettare.
E soprattutto, dietro ogni autobus c’è un autista che deve poter arrivare al lavoro, parcheggiare in condizioni regolari e iniziare il proprio turno senza dover partecipare ogni mattina alla caccia al posto auto.
A Capua, dunque, sarebbe forse arrivato il momento di decidere che cosa deve essere Piazza d’Armi e, soprattutto, di far rispettare quella decisione. Perché le regole, se esistono, non possono valere soltanto quando fa comodo. Mercato sì. Parcheggio selvaggio no. Trasporto pubblico garantito sempre.
