SESSA AURUNCA. Sei giorni vissuti dentro un bene confiscato alla Camorra per scoprire, attraverso il lavoro e l’incontro con chi ogni giorno si impegna sul territorio, che i luoghi segnati dalla criminalità possono tornare a essere patrimonio della comunità.
È l’esperienza vissuta dal 17 al 22 agosto a Sessa Aurunca, in provincia di Caserta, da un gruppo di ragazze e ragazzi provenienti dal territorio modenese, accompagnati dagli educatori di Progetto Zone di Aliante Cooperativa Sociale.
L’iniziativa è nata nell’ambito del progetto regionale Youth-ER Strade di benessere ed è stata promossa dall’associazione Libera, con l’obiettivo di offrire ai giovani un’esperienza concreta di cittadinanza attiva, memoria e impegno.
Per sei giorni i partecipanti hanno condiviso attività e momenti di confronto all’interno di un bene sottratto alla criminalità organizzata, lavorando fianco a fianco e conoscendo da vicino le realtà che si occupano della sua restituzione alla collettività.
Non una semplice esperienza estiva, dunque, ma un percorso attraverso il quale i giovani hanno potuto comprendere cosa significhi concretamente contrastare le mafie e costruire nuove opportunità partendo proprio dai territori che hanno conosciuto la presenza della criminalità organizzata.
Attraverso il lavoro quotidiano, le testimonianze e gli incontri, i ragazzi hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con le storie di chi ha scelto di impegnarsi affinché quei luoghi potessero cambiare volto.
Il campo, completamente gratuito per i partecipanti, ha rappresentato anche un’occasione di incontro tra giovani provenienti da realtà territoriali differenti, unendo formazione, socialità e impegno civile.
Da Modena a Sessa Aurunca, il viaggio è diventato così un’esperienza concreta per conoscere una parte importante della storia del territorio casertano e comprendere che la trasformazione di un bene confiscato non è soltanto un intervento materiale, ma soprattutto un processo di restituzione di spazi, memoria e futuro alla comunità.
Sei giorni per lavorare, ascoltare e conoscere. Sei giorni per tornare a casa con una consapevolezza in più: un territorio segnato dalla criminalità può cambiare, quando la comunità decide di riprenderselo.
