Ancora una vittima sulla Variante ANAS di Caserta. Proprio ieri un uomo di 39 anni ha perso la vita in un terribile incidente che ha coinvolto tre veicoli nel tratto compreso tra gli svincoli di San Clemente e della Zona Industriale. Un impatto devastante che ha provocato anche altri feriti e l’ennesima chiusura dell’arteria per consentire i soccorsi e i rilievi delle forze dell’ordine. L’ennesima tragedia riporta al centro del dibattito una domanda che cittadini e automobilisti pongono da anni: la Variante della Reggia è davvero una strada sicura? La SS700 rappresenta uno dei principali collegamenti del Casertano ed è percorsa ogni giorno da migliaia di veicoli, ma troppo spesso finisce sulle pagine di cronaca per incidenti gravi e mortali. Solo negli ultimi mesi si sono registrati altri episodi drammatici. Ad aprile un motociclista di 30 anni, Agostino Munno, ha perso la vita in uno scontro avvenuto nel territorio di Casagiove. Anche in quell’occasione si tornò a parlare di sicurezza, controlli e interventi strutturali lungo l’arteria. La sensazione diffusa tra molti utenti della strada è che non basti più limitarsi a contare le vittime. Servono analisi approfondite, verifiche sui punti maggiormente critici, controlli costanti sulla velocità e una valutazione complessiva delle condizioni di percorrenza. Ogni nuovo incidente alimenta rabbia e preoccupazione in un territorio che da tempo chiede risposte concrete. La morte di ieri non può essere archiviata come una semplice notizia di cronaca. È l’ennesimo campanello d’allarme su una strada che continua a registrare incidenti gravi e che richiede attenzione immediata da parte di tutte le istituzioni competenti. Perché dietro ogni statistica c’è una vita spezzata, una famiglia distrutta e una comunità che si interroga su come evitare che la prossima tragedia sia soltanto questione di tempo.
