Quando il Basket inclusivo incontra il BLS
Due facce della stessa medaglia:
L’inclusione sociale nello sport non significa solo aprire le porte di una palestra a tutti, ma garantire che chiunque vi entri si trovi in un ambiente accogliente, protetto e preparato a ogni evenienza. Iniziative nazionali come i progetti promossi da Sport e Salute o i bandi per il supporto del terzo settore come la Call per lo sport inclusivo dimostrano che lo sport è il più potente motore di aggregazione a nostra disposizione. Tuttavia, un’inclusione autentica non può prescindere da un pilastro fondamentale: la sicurezza. È qui che il BLS (Basic Life Support) smette di essere un semplice obbligo burocratico e diventa la massima espressione di cura verso l’altro.
Sentiamo Coach Raffaele Porfidia e il Dottor Guido Pennacchietti:
Coach Porfidia: Ci racconti un po’ “ il Memorial”……
Il memorial nasce dal voler ricordare una persona, Giovanni Porfidia, già presidente del Nuovo Basket Recale e del Recale Basket Ball all’inizio degli anni 2000 e per 15 anni circa. Un presidente che ha messo a servizio della comunità di Recale, tempo e risorse economiche che hanno avvicinato negli anni 200 ragazzi della nostra comunità al gioco della pallacanestro. Ora insieme a tutti i ragazzi che sono stati “quelli del presidente Porfidia”, per la quarta edizione, lo ricorderemo giocando e divertendoci insieme, come si faceva in palestra ogni giorno fino a qualche anno fa
Coach Porfidia: Abbattere le barriere? lo sport per tutte le abilità!
Già la parola sport, per me significa 0 BARRIERE. Con Guido ci conosciamo e ci stimiamo da sempre. È stato semplicissimo per noi pensare ed organizzare un momento che definisco “speciale ed unico”. Non sarà solo basket, ma sarà INCLUSIONE, anche questo uno dei primi aspetti che il nostro presidente prediligeva, aiutando sempre quando possibile famiglie in difficoltà ed accogliendo all’interno della propria società anche tanti ragazzi speciali.
Lo sport inclusivo che si tratti di discipline integrate come il Basket, del calcio integrato o dell’atletica adattata abbatte le barriere fisiche, cognitive e sociali. Permette ad atleti con disabilità, a giovani provenienti da contesti marginalizzati e a sportivi dilettanti di condividere lo stesso terreno di gioco. Questa straordinaria eterogeneità di corpi, storie e abilità richiede però una responsabilità condivisa da parte di staff tecnici, dirigenti e compagni di squadra.
Dottor Pennacchietti: Il BLS come prerequisito dell’inclusione?
Garantire l’accesso alla pratica sportiva a fasce di popolazione sempre più ampie e diversificate significa anche accogliere atleti con risposte fisiche differenti o potenziali fragilità. In questo contesto, la conoscenza delle manovre di BLS (Supporto Vitale di Base) e la presenza di un Ambiente Cardio-Protetto diventano indispensabili.
- Prontezza universale: Saper riconoscere un arresto cardiaco improvviso e saper eseguire un massaggio cardiaco efficace sono competenze che azzerano le differenze. Sul campo, l’unica cosa che conta è la tempestività del soccorso.
- Catena della sopravvivenza: Negli spazi in cui si pratica sport sociale, la formazione non deve limitarsi ai soli medici, ma deve estendersi a coach, accompagnatori e agli atleti stessi attraverso programmi mirati di Formazione BLSD e Primo Soccorso.
Prendersi cura della comunità: il valore sociale del soccorso
Il cuore profondo del BLS si allinea perfettamente con i valori dell’inclusione. Entrambi si basano sul concetto di comunità attiva. Imparare il BLS significa fare un patto implicito con i propri compagni: “Io mi alleno con te, io gioco con te e, se avrai bisogno, io sarò pronto a salvarti la vita”. Questa consapevolezza trasforma il primo soccorso da protocollo medico a un potentissimo atto di solidarietà sociale, rendendo la squadra una vera e propria rete di protezione reciproca.
Conclusioni: Il traguardo più importante
Devo ringraziare, conclude Porfidia, il Comune di Recale e l’amministrazione comunale che ogni anno all’interno del loro evento di fine estate, include appunto il Memorial. Oltre loro, un grazie va agli sponsor (Todisco Costruzioni, Cerreto Onoranze Funebri, Di Maio Impianti, Romeo Nutrizione, Caffè Bellavita, Publicart Zuna) che per il quarto anno ci sono stati vicini. Alcuni dei rappresentanti di queste realtà hanno il basket a Recale, confermando così lo spirito di quello che vuole appunto rappresentare il memorial.
Conclude il Dott. Pennacchietti.
Ringrazio: L’Amministrazione Comunale.
L’amico, fraterno , Raffaele che senza esitare ha “ Incluso” nel Memorial il mio progetto.
Unire l’inclusione sociale e il BLS significa ridefinire il concetto stesso di “vittoria” nello sport. Il successo di un progetto sportivo non si misura solo dai canestri fatti o dai tiri da tré segnati, ma dalla capacità di creare un’arena in cui l’uguaglianza dei diritti cammina di pari passo con la certezza della tutela. Soltanto quando un impianto sportivo è sicuro e cardio-protetto, l’inclusione può considerarsi davvero totale.
