Una tragedia che lascia senza parole quella che arriva da Sessa Aurunca. È stato ritrovato senza vita il corpo di Vincenzo Ianniti, il giovane di appena 20 anni scomparso la sera del 18 marzo dopo essere uscito con alcuni amici. Da quella notte il telefono era irraggiungibile e di lui si erano perse completamente le tracce.
Le ricerche, gli appelli della famiglia e la speranza che potesse essere ancora vivo si sono spezzati nel modo più drammatico. Il suo corpo è stato ritrovato lunedì sera nella frazione di San Castrese, nascosto in un cavedio accanto all’abitazione di un amico.
Il cadavere, secondo quanto riferito dai carabinieri, era in avanzato stato di decomposizione, chiuso in un sacco e coperto con materiale di risulta nel tentativo di nasconderlo. Una scena che racconta tutta la brutalità di una vicenda che ha sconvolto l’intera comunità.
Per l’omicidio è stato fermato un ragazzo di 19 anni, amico della vittima. I militari dell’Arma ritengono che sia stato lui a colpire Vincenzo con due coltellate al termine di una lite. Durante l’interrogatorio, il giovane avrebbe ammesso le proprie responsabilità, confessando di aver accoltellato il ventenne e di aver poi tentato di occultarne il corpo gettandolo dal terrazzo della propria abitazione nel cavedio sottostante.
I carabinieri del nucleo investigativo di Caserta hanno effettuato rilievi nell’appartamento dove sarebbe avvenuto il delitto e hanno sequestrato l’intero immobile insieme a un coltello con lama di circa otto centimetri, ritenuto l’arma utilizzata nell’aggressione. La salma sarà ora sottoposta ad autopsia, mentre il 19enne è stato trasferito nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.
Dietro questa tragedia resta la storia spezzata di un ragazzo pieno di sogni. Vincenzo era nato e cresciuto in Germania e parlava tre lingue: italiano, tedesco e inglese. Da poco aveva sostenuto un colloquio per lavorare in un albergo della zona e stava cercando di rimettere insieme i pezzi della sua vita. Aveva ripreso a studiare, voleva diplomarsi e coltivava il sogno di entrare nel mondo della moda.
Negli ultimi giorni la famiglia aveva lanciato disperati appelli e proprio domenica, a Sessa Aurunca, si era svolta una fiaccolata per chiedere a chi sapesse qualcosa di parlare. Un tentativo di rompere il silenzio e trovare risposte.
Risposte che ora sono arrivate nel modo più doloroso. I sogni di Vincenzo si sono fermati quella sera di metà marzo. E con lui, oggi, piange un’intera comunità.
