Dove c’è Barilla c’è casa”. A Marcianise, però, quella casa sembra destinata a cambiare padrone. Mentre il gruppo aziendale annuncia un forte investimento da 100 milioni di euro a Foggia, con un nuovo molino, un polo integrato della pasta e nuovi posti di lavoro, nello stabilimento casertano è in corso una trattativa per la cessione al Pastificio Liguori. Barilla ha assicurato che la continuità occupazionale sarà un prerequisito dell’operazione e che le produzioni destinate al gruppo proseguiranno anche dopo l’eventuale passaggio di proprietà.
La rabbia dei lavoratori
È proprio questo il punto su cui si concentrano le preoccupazioni dei lavoratori: che cosa accade a uno stabilimento che fino a pochi anni fa veniva presentato dalla stessa azienda come un’eccellenza?
Nel 2018 Barilla raccontava Marcianise come il principale polo mondiale per la produzione di paste di semola speciali. Lo stabilimento, costruito nel 1968 e acquisito dal gruppo nel 1972, contava dieci linee produttive, 140 dipendenti e una capacità prevista di quasi 100 mila tonnellate di pasta, pari a circa 700 mila confezioni al giorno. Un “sito di eccellenza”, secondo la comunicazione aziendale dell’epoca.
Non soltanto i numeri. A Marcianise c’erano il marchio Voiello, competenze maturate in decenni, posti di lavoro e un rapporto consolidato con il territorio. Nel 2018, per i cinquant’anni dello stabilimento, Barilla aveva raccolto anche le testimonianze di dipendenti ed ex dipendenti, raccontando una storia industriale fatta di persone.
Otto anni dopo, quella stessa storia è al centro di una trattativa per il cambio di proprietà. La scelta industriale del gruppo può essere legittima e comprensibile. Ma, secondo i lavoratori, resta una domanda: se Marcianise era un’eccellenza, perché oggi non è più considerato strategico?
Il tema non è contrapporre Foggia a Marcianise. L’investimento annunciato in Puglia rappresenta una prospettiva di sviluppo e occupazione per quel territorio. Il punto è un altro: quanto sono durature le strategie industriali e quali garanzie restano per i lavoratori quando cambiano?
La continuità occupazionale annunciata da Barilla è certamente un elemento centrale. Ma per chi lavora nello stabilimento c’è una differenza sostanziale tra continuare a produrre per Barilla e continuare a essere dipendenti Barilla. Un cambio di proprietà significa infatti anche un nuovo interlocutore industriale e, potenzialmente, nuove strategie e prospettive.
Per questo i lavoratori chiedono che le garanzie siano valutate non soltanto sulla carta, ma attraverso impegni concreti sulla durata dell’occupazione, sulla produzione e sul futuro industriale del sito.
A Foggia oggi si parla di un nuovo “hub strategico”. A Marcianise, invece, si chiude un capitolo iniziato più di cinquant’anni fa. È la contraddizione che i lavoratori mettono al centro della loro riflessione: un’azienda può cambiare strategia, ma un territorio e le persone che vi lavorano hanno bisogno di prospettive che vadano oltre la durata di un piano industriale. Perché gli investimenti si annunciano con i numeri. La fiducia, invece, si costruisce nel tempo E a Marcianise, dopo oltre cinquant’anni, la domanda resta aperta: che cosa resta di quella “casa” quando a cambiare è proprio l’insegna?
Mozione di Fratelli d’Italia in Regione
Intanto gruppo consiliare di Fratelli d’Italia alla Regione Campania ha depositato una mozione urgente per impegnare formalmente la Giunta regionale ad attivare un tavolo di monitoraggio e di tutela occupazionale in merito alla cessione dello stabilimento. Il documento vede come primo firmatario il consigliere regionale casertano Vincenzo Santangelo, affiancato dal capogruppo Raffaele Maria Pisacane, dal coordinatore regionale Gennaro Sangiuliano e dai colleghi Palmira Fele, Giuseppe Fabbricatore, Leonilde Romano ed Ettore Zecchino.
L’iniziativa nasce a seguito della forte apprensione espressa dai sindacati di categoria (Fai-Cisl, Flai-Cgil, Uila-Uil) e dalle rappresentanze dei lavoratori per il futuro dello stabilimento di Terra di Lavoro, storico presidio legato alla produzione del marchio Voiello. L’obiettivo dell’atto ispettivo è blindare la continuità produttiva del sito e scongiurare ripercussioni sui circa 90 operai diretti e sull’indotto locale.
“Lo stabilimento di Marcianise non è un sito qualsiasi, ma un’eccellenza produttiva che da mezzo secolo garantisce stabilità economica a centinaia di famiglie nel casertano”, dichiara il primo firmatario Vincenzo Santangelo. “Pur prendendo atto delle dichiarazioni d’intenti della nuova proprietà, la complessità del passaggio aziendale impone la massima vigilanza istituzionale. La Regione non può restare a guardare di fronte al rischio di un progressivo disimpegno industriale in un’area già fortemente colpita dalla crisi. Chiediamo alla Giunta di convocare con massima urgenza i vertici di Barilla e Liguori insieme alle sigle sindacali”, conclude Santangelo. “I lavoratori non sono merce di scambio: pretendiamo la presentazione di un piano industriale serio, trasparente e di lungo periodo che mantenga inalterati i livelli occupazionali e i volumi produttivi del polo agroalimentare di Marcianise”.
