I sindaci di Casapulla, Curti, San Prisco, San Tammaro e Santa Maria Capua Vetere hanno scritto al Direttore Generale dell’ASL Caserta per esprimere preoccupazione e rammarico per la mancanza di confronto sulle scelte relative alla sanità territoriale. Pur dichiarandosi favorevoli a ogni iniziativa che migliori concretamente i servizi, hanno evidenziato quattro questioni ritenute prioritarie.
Il primo nodo riguarda il pronto soccorso di Santa Maria Capua Vetere: secondo i sindaci, il tavolo tecnico istituito si è limitato a rilevare criticità senza indicare soluzioni né una tempistica per la riapertura. Un approccio giudicato insufficiente rispetto alle aspettative dei cittadini, che attendono un piano concreto.
Il secondo punto critica l’adozione di un modello organizzativo sperimentale al posto del pronto soccorso, ritenuto poco coerente con le reali esigenze del territorio. I sindaci richiamano invece le linee guida del PNRR e del DM 77/2022, che prevedono il potenziamento della sanità territoriale attraverso strutture come l’Ospedale di Comunità e le Case della Comunità, già in fase di realizzazione. Da qui la richiesta di una programmazione seria delle risorse umane, indispensabili per garantire servizi efficienti.
Viene poi denunciata la situazione del Distretto Sanitario 21, ancora ospitato in una sede ritenuta inadeguata. I sindaci parlano di condizioni non più tollerabili, soprattutto per le fasce più fragili, e chiedono un trasferimento urgente in locali più idonei.
Infine, forte preoccupazione viene espressa per i ritardi legati al nuovo ospedale finanziato con oltre 90 milioni di euro: eventuali rallentamenti potrebbero compromettere l’investimento e penalizzare l’intero territorio.
I sindaci assicurano infine la massima attenzione affinché le risorse vengano utilizzate correttamente e i servizi sanitari rispondano davvero ai bisogni dei cittadini.
