La provincia di Caserta avvia una delle operazioni più rilevanti nel settore della gestione dei rifiuti urbani, con la pubblicazione di una gara europea finalizzata all’individuazione di un concessionario unico per il ciclo integrato dei rifiuti nei 104 Comuni dell’Ambito Territoriale Ottimale (ATO).
L’affidamento, della durata di quindici anni, comprende la raccolta e il trasporto dei rifiuti urbani, oltre alla gestione degli impianti pubblici destinati al trattamento. Il valore complessivo dell’operazione supera i 2,5 miliardi di euro, configurandosi come una delle procedure economicamente più significative mai avviate nel comparto dell’igiene urbana in Italia.
L’iniziativa è stata predisposta dall’ATO Caserta con il supporto tecnico di Invitalia, Conai e Officine Sostenibili e punta a superare il tradizionale sistema degli affidamenti comunali, introducendo un modello gestionale unitario su scala provinciale.
Secondo il presidente dell’ATO Caserta, Gino Pellegrino, l’obiettivo è quello di creare economie di scala, uniformare la qualità dei servizi e consentire una programmazione di lungo periodo, superando la frammentazione che per anni ha caratterizzato il settore.
Tra gli aspetti qualificanti del progetto figura anche il progressivo passaggio alla tariffazione puntuale, sistema destinato a collegare il costo del servizio alla quantità di rifiuti effettivamente prodotta dagli utenti, incentivando comportamenti più virtuosi e una maggiore raccolta differenziata.
La concessione comprende inoltre la gestione degli impianti pubblici provinciali dedicati al trattamento della frazione organica. Alcune strutture sono già prossime al completamento, mentre altre risultano in fase di realizzazione, con l’obiettivo di rafforzare progressivamente l’autonomia impiantistica del territorio provinciale.
Il nuovo modello punta anche ad attrarre operatori industriali dotati di adeguata capacità finanziaria e organizzativa, in grado di sostenere investimenti nel lungo periodo e garantire standard qualitativi uniformi nei servizi erogati ai cittadini.
Tra gli effetti attesi vi sono anche benefici per i Comuni sotto il profilo economico e gestionale. Una volta conclusa la fase iniziale della concessione, anche la riscossione della tariffa dovrebbe essere affidata al concessionario, consentendo agli enti locali di concentrare maggiormente le proprie risorse sulle funzioni istituzionali.
L’operazione viene letta anche come un intervento destinato a rafforzare trasparenza e legalità in un settore storicamente esposto a criticità, attraverso una procedura europea, regole uniformi e un unico soggetto concessionario selezionato mediante gara pubblica.
L’esperienza casertana potrebbe rappresentare un modello di riferimento anche per altri territori. In Campania, infatti, il processo di riorganizzazione degli affidamenti procede ancora con tempi differenti tra le varie province e, in molti casi, il servizio continua a essere gestito attraverso singoli appalti comunali. La gestione unitaria dell’intero ciclo dei rifiuti rappresenta quindi un cambio di paradigma che punta a migliorare efficienza, sostenibilità ambientale e capacità di programmazione.
Se il progetto raggiungerà gli obiettivi prefissati, Caserta potrebbe diventare uno dei primi esempi italiani di gestione integrata provinciale del ciclo dei rifiuti, offrendo un modello potenzialmente replicabile anche in altri contesti territoriali.
