Si allarga l’inchiesta sul presunto giro di crediti fiscali legati al Superbonus 110%. La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord ha disposto una nuova misura cautelare nei confronti di un imprenditore e di un professionista, entrambi gravemente indiziati, in concorso, del reato di truffa aggravata ai danni dello Stato. Il provvedimento è stato eseguito dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli al termine delle attività investigative coordinate dalla Procura. L’inchiesta era già sfociata, lo scorso luglio, in un sequestro preventivo di crediti fiscali ritenuti indebitamente generati per un valore superiore ai 14 milioni di euro, oltre al complesso aziendale e alle quote societarie di due società.
Al centro degli accertamenti c’è una società che, secondo la ricostruzione degli investigatori, sarebbe stata incaricata da diversi condomini, in qualità di general contractor, della progettazione e dell’esecuzione di interventi di ristrutturazione agevolati dal cosiddetto Decreto Rilancio.
L’ipotesi investigativa è particolarmente pesante: i lavori, secondo quanto ricostruito dalla Procura, non sarebbero mai stati effettivamente avviati. Nonostante ciò, sarebbero state emesse fatture e predisposte le certificazioni relative agli stati di avanzamento dei lavori. La documentazione sarebbe stata poi utilizzata per trasmettere le pratiche di efficientamento energetico all’ENEA e, successivamente, all’Agenzia delle Entrate.In questo modo, sempre secondo l’accusa, sarebbero stati generati crediti d’imposta nei cassetti fiscali dei singoli condomini in assenza dei necessari presupposti. I crediti sarebbero quindi stati rapidamente ceduti alla società riconducibile all’indagato e successivamente monetizzati attraverso ulteriori cessioni a istituti di credito e altri soggetti giuridici.
Il caso interessa dunque direttamente il mondo dei condomini. E tra gli immobili coinvolti nell’operazione investigativa ci sarebbero anche realtà riconducibili al territorio della provincia di Caserta, anche se il comunicato della Procura non rende al momento pubblici i singoli edifici né i Comuni interessati.
La nuova ordinanza prevede per gli indagati misure interdittive: il divieto di esercitare attività d’impresa e, per il professionista, il divieto di esercitare la relativa attività tecnica.
L’inchiesta resta nella fase delle indagini preliminari. Gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva e avranno la possibilità di esercitare tutte le facoltà previste dalla legge.
