Via Redentore
Giuseppe Bologna, svolgeva la sua attività di “Artefice” o “Macchinista”, in una bottega posta nella strada detta del Redentore a Caserta, vicino alla omonima Chiesa. Figlio di Vincenzo, di mestiere barbiere e Margherita De Angelis, nacque nel 1786, componente di una numerosa famiglia abitante in via San Carlo, strada poco distante dalla sua futura bottega, All’età di 36 anni Giuseppe contrasse matrimonio, sposando nella Chiesa di San Sebastiano, Angela Sorbo di lui più giovane di due anni. Un matrimonio tardivo per gli standard dell’epoca, dal quale non risulta che siano arrivati dei figli.
Tra le sue mansioni di “Macchinista”, spiccavano quella di orologiaio e di armiere. Due mansioni agli antipodi, che, tuttavia, non gli impedirono di acquisire una certa notorietà, portandolo ad avere un consistente volume di affari. Egli era specializzato in “perizie ed accomodamenti” che dalla sua piccola bottega di via Redentore a Caserta, lo portarono a lavorare per tutti i comuni della provincia di Caserta, fino ad arrivare al basso Lazio, in posti come Gaeta, Sperlonga e Piedimonte San Germano. Ovunque si fosse trovato un orologio pubblico o una caserma di guardie urbane, dotata di fucili, non mancava la presenza di questo provetto artigiano.
Purtroppo lavorando per gli enti pubblici, Giuseppe Bologna ebbe parecchie difficoltà nei pagamenti a lui spettanti. Dal 1839 in poi risultano lavori fatti in più di 50 comuni tra provincia di Caserta e basso Lazio. Nei confronti di queste istituzioni, Giuseppe vantava diversi crediti, come testimoniano le numerose “suppliche” rivolte all’Intendenza di Terra di Lavoro, per ottenere quanto a lui dovuto. Nel 1858, l’artigiano vantava crediti complessivi per 2.785 ducati e nonostante i solleciti fatti ai comuni dall’Intendenza, le difficoltà burocratiche sembravano insormontabili.
Non è dato sapere se questa somma sia stata, successivamente saldata, anche perchè il nostro Giuseppe passò a miglior vita nel 1859.
Fonte Archivio di stato, Atti Comunali, fascicoli vari
