Il 30 maggio 2026 alla Reggia di Caserta inaugura la mostra “Archetipi” di Antonio Biasiucci, a cura di Tiziana
Maffei con l’organizzazione di Valeria Di Fratta e Paola Servillo. L’esposizione è stata realizzata e prodotta dal
Museo Reggia di Caserta in collaborazione con Gallerie d’Italia – Intesa Sanpaolo e Opera Laboratori. Circa
300 fotografie e installazioni offrono una riflessione sui legami tra uomo, natura e memoria, trasformando
elementi della realtà in archetipi universali. Il racconto visivo è indagato dallo sguardo poetico dell’artista,
uno dei più originali interpreti dello scenario contemporaneo italiano.
L’esposizione si inserisce nel percorso che la Reggia di Caserta, Istituto autonomo del Ministero della
Cultura, dedica al linguaggio della fotografia come strumento di conoscenza e di formazione dello sguardo.
Con “Visioni”, affidato a Luciano Romano e Luciano D’Inverno, il Museo ha invitato a superare la realtà
immediata per immaginarne nuovi scenari e ulteriori possibilità di lettura. Con “Prospettive”, di Massimo
Listri, lo sguardo è stato guidato a riconoscere, attraverso allineamenti, geometrie e inquadrature, l’armonia
e l’ordine dello spazio. Oggi con “Archetipi” di Antonio Biasiucci si vuole condurre l’occhio del pubblico nella
profondità della materia e della memoria, trasformando l’esperienza individuale in valore umano universale
e condiviso.
La collaborazione con Gallerie d’Italia – Intesa Sanpaolo conferma l’attenzione della Reggia di Caserta per le
sinergie con istituzioni italiane e straniere. I progetti del Museo, come avvenuto per la mostra “Regine.
Trame di cultura e diplomazia tra Napoli e l’Europa”, valicano le mura del Palazzo reale per realizzare
importanti partnership con consolidate realtà del panorama culturale nazionale ed europeo. Il sito UNESCO
è oggi, più che mai, una fucina internazionale. Ventiquattro le tematiche lungo le quali si sviluppa la mostra, attraverso immagini singole, polittici e
installazioni tra le quali “Corpo latteo”, spazio immersivo e multidimensionale che offre un cammino nel
cosmo che ruota incessante, senza un punto di inizio e di fine. L’esposizione si arricchisce di dispositivi sitespecific,
come “Molti” che trae origine dalle immagini, realizzate nel Museo di Antropologia di Napoli, dei
calchi facciali ripresi dall’antropologo Lidio Cipriani negli anni Trenta in alcuni paesi del Nordafrica. Il senso
dei due monoliti nella Gran Galleria viene rivelato dai numeri disegnati da Mimmo Paladino che
accompagnano le foto di Biasiucci: i migranti scomparsi in mare perdono la loro identità per diventare aride
cifre.
La mostra offre, poi, un viaggio viscerale nel cuore della Real Sito di San Leucio nella ricorrenza dei 250 anni
dalla fondazione della Colonia. I telai, gli ingranaggi metallici e i rocchetti del torcitoio abbandonano la loro
natura meccanica per diventare protagonisti di una narrazione sospesa. Il lavoro di Biasiucci si concentra
sulla materia, facendo riaffiorare i volti delle donne e gli strumenti del lavoro serico come tracce di
un’identità mai perduta.
“Archetipi” è anche il titolo del volume dedicato ad Antonio Biasiucci edito da Allemandi.
L’esposizione nella Gran Galleria della Reggia di Caserta sarà aperta al pubblico dal 31 maggio al 30
novembre.
Sponsor Fondazione Orizzonti e Totem Digitali srl.
Biografi
L’esposizione “Archetipi” restituisce alla fotografia la sua funzione più intima: essere mezzo di significazione.
Biasiucci, nelle sale della Gran Galleria, ricostruisce con le sue opere un percorso, durato anni, di emersione
e rivelazione. Gli antichi corpi delle vacche, il pane, il latte, i vulcani, i riti, la fede – tutti elementi fortemente
radicati nel territorio campano – diventano frammenti di un racconto leggibile in ogni luogo e tempo.
L’artista insegue l’ideale di ricomporre un alfabeto dell’umanità partendo da alcuni suoi elementi,
inizialmente fortemente connotati dal loro contesto di riferimento, che vengono trasformati in fondamenti
transculturali, atemporali e atopici: così il pane diventa meteorite, la mozzarella cosmo, il vulcano creazione,
l’uccisione di un animale mitologia. Egli attua un processo di scarnificazione, tramite una riduzione
all’essenziale del soggetto, permettendo alla sua sostanza intrinseca di affiorare e di comunicare in modo
trasversale.
Il percorso espositivo ha inizio nella Cappella palatina del Palazzo reale. La grande navata a pianta
rettangolare, i marmi policromi del pavimento, il soffitto rivestito d’oro e le fastose decorazioni disegnate da
Vanvitelli accolgono le immagini di 27 ex voto. Gli oggetti offerti in dono dai fedeli sono presenze
enigmatiche e misteriose, protagonisti di una sorta di teatro dell’assurdo.
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Ventiquattro
