Prima del cambiamento c’è una parola. Quella che finalmente riesce a rompere il silenzio, dare un nome a ciò che si vive e aprire la possibilità di chiedere aiuto. È da qui che nasce “Le parole che abbiamo dentro. La strada di ritorno a sé”, il nuovo libro di Spazio Donna ETS, pubblicato da Spring Edizioni.
Undici attiviste e operatrici raccontano nelle pagine del volume il lavoro quotidiano nei Centri Antiviolenza, nelle Case Rifugio e nelle reti di solidarietà, restituendo storie, esperienze e riflessioni maturate sul campo. Un racconto corale che mette al centro non soltanto la violenza e le sue conseguenze, ma soprattutto i percorsi che possono accompagnare una donna verso una nuova consapevolezza e la riconquista della propria autonomia.
«Nominare il bisogno è il primo passo per trasformarlo. E offrire sostegno è un atto rivoluzionario, capace di cambiare non solo le singole vite, ma le comunità intere». È il filo conduttore di un progetto editoriale che sceglie di partire dalle parole per raccontare un lavoro fatto di presenza, competenza, relazioni e responsabilità.
Il libro sarà presentato il 17 settembre alle ore 19.00, a Caserta, in Via Gemito 89, in un appuntamento dedicato all’incontro e al confronto sui temi affrontati nel volume.
Attraverso le testimonianze delle undici autrici emerge la realtà quotidiana di chi opera nei servizi dedicati al contrasto della violenza di genere. Un lavoro che non si limita alla gestione dell’emergenza, ma accompagna percorsi spesso complessi, nei quali ritrovare fiducia, capacità di scelta e una nuova prospettiva sul proprio futuro.
Il volume dà spazio anche a tutto ciò che normalmente rimane lontano dai riflettori: i colloqui, le relazioni costruite nel tempo, il confronto tra professionalità, la collaborazione con le realtà territoriali e la necessità di creare reti capaci di sostenere le donne nelle diverse fasi del loro percorso.
Il titolo, “La strada di ritorno a sé”, racchiude il significato di questo cammino. Tornare a sé significa recuperare progressivamente la propria voce, riconoscere i propri bisogni e riappropriarsi della possibilità di scegliere. Un percorso personale che, attraverso il sostegno di una rete, può assumere anche una dimensione collettiva.
Le esperienze raccolte nel libro mostrano infatti quanto il contrasto alla violenza non possa essere considerato una questione privata. Servizi, associazioni, istituzioni e comunità sono chiamati, secondo i propri ruoli e responsabilità, a contribuire alla costruzione di contesti nei quali chiedere aiuto sia possibile e nessuno venga lasciato solo.
“Le parole che abbiamo dentro” diventa così anche un esercizio di memoria. Mettere nero su bianco le esperienze di chi opera quotidianamente nei Centri Antiviolenza e nelle Case Rifugio significa conservare un patrimonio di conoscenze e testimonianze, dando valore a un lavoro che spesso si svolge lontano dall’attenzione pubblica.
La pubblicazione è, allo stesso tempo, un invito a guardare oltre le statistiche e le cronache, per riconoscere le persone e i percorsi che si trovano dietro ogni richiesta di aiuto. Perché ogni storia ha bisogno di essere accolta e ogni percorso necessita di strumenti adeguati per poter proseguire.
La presentazione del 17 settembre a Caserta sarà quindi un momento per condividere le voci raccolte nel libro e riflettere sul ruolo che l’ascolto, la solidarietà e le reti territoriali possono avere nel costruire possibilità concrete di cambiamento.
“Le parole che abbiamo dentro” racconta, in definitiva, una strada che parte dal silenzio e arriva alla possibilità di ritrovare la propria voce. Una strada che non viene percorsa da sole, ma insieme a chi sceglie di esserci, di ascoltare e di trasformare il sostegno in un gesto concreto di responsabilità verso la comunità.
Il libro è disponibile attraverso Spring Edizioni.
