Alla Feltrinelli di Caserta l’incontro con Gianni Gallo
Ci sono parole che servono a comunicare e parole che, invece, servono a mettere in discussione il modo stesso in cui guardiamo il mondo. È attorno a questa seconda dimensione della parola che si prepara a svilupparsi l’incontro “L’inescludibile s-confinamento della poesia – Perché la Poesia è un atto sovversivo”, in programma domani, mercoledì 16 settembre alle ore 18 alla libreria La Feltrinelli di Corso Trieste 154, a Caserta, con Gianni Gallo.
Non sarà semplicemente un appuntamento dedicato alla poesia, né un incontro costruito soltanto sulla rilettura di alcuni grandi autori, ma un viaggio tra i versi di Dante, Leopardi, Ungaretti, Ferré e altri poeti per interrogarsi sul ruolo della parola in una società sempre più dominata da numeri, algoritmi e logiche di utilità. La promessa è quella di aprire una riflessione più ampia sul rapporto tra poesia e contemporaneità, proprio partendo dai versi di poeti che appartengono all’immaginario comune quali icone indiscusse della cultura e dell’uso della lingua italiana di ogni epoca, per arrivare a una domanda che riguarda tutti: quale spazio rimane oggi per ciò che non può essere misurato, quantificato o immediatamente trasformato in utilità? È proprio questa la prospettiva che accompagna l’appuntamento casertano. In una società nella quale sempre più spesso valore e successo vengono associati alla produttività, al profitto e alla possibilità di tradurre ogni esperienza in un dato misurabile, la poesia rivendica invece il diritto a ciò che apparentemente non produce nulla, ma può produrre senso. Il documento che accompagna l’incontro individua proprio nella difesa dell’“inutile” uno dei compiti più profondi della poesia: non ciò che è privo di valore, ma ciò che non può essere valutato secondo i criteri economici della società contemporanea. Anche il titolo dell’incontro contiene una dichiarazione d’intenti. Quel “s-confinamento” racconta infatti una poesia che non vuole rimanere confinata nei libri, nelle biblioteche o nei luoghi tradizionalmente deputati alla cultura. La poesia, nella prospettiva proposta dall’incontro, è una parola che supera i propri recinti e diventa uno strumento per mettere in discussione le certezze consolidate. La sua forza sovversiva nasce anche dalla capacità di sottrarsi al pensiero unico: una parola poetica può avere più significati, può aprire interpretazioni diverse, può lasciare spazio all’ambiguità e al dubbio. È una caratteristica particolarmente significativa in un’epoca nella quale l’informazione viaggia rapidamente e la comunicazione tende sempre più spesso alla sintesi, alla semplificazione e alla risposta immediata. La poesia, al contrario, può costringere a fermarsi. Può chiedere di rileggere, di ascoltare, di interrogarsi. Può persino lasciare una domanda senza risposta. Ed è forse proprio qui che si trova una delle ragioni della sua attualità. Il tema centrale dell’appuntamento sarà dunque il confronto tra la poesia e quella che lo stesso Gianni Gallo definisce “Ragione calcolante”: una modalità di pensiero nella quale la realtà viene continuamente catalogata, misurata e definita. Tecnologia, scienza, algoritmi e dati costituiscono strumenti fondamentali della modernità, ma l’incontro vuole interrogarsi su ciò che inevitabilmente rimane fuori da formule e numeri. Emozioni, intuizioni, mistero, bellezza, errore, dubbio e invisibile appartengono infatti a una dimensione dell’esperienza umana che non può essere completamente ricondotta alla logica della misurazione. La poesia non si propone, quindi, grazie a Gallo come antagonista della scienza, ma come una diversa modalità di conoscenza. Là dove la scienza può sezionare la realtà per comprenderne i meccanismi, la poesia può tentare di ricomporla attraverso l’intuizione, la metafora e l’esperienza interiore. È una distinzione che l’autore sintetizza nella contrapposizione tra la realtà spiegata e quella della quale la poesia prova invece a svelare il mistero e l’unità profonda. Ed è proprio attraverso i grandi versi della tradizione poetica che questa riflessione potrà assumere una dimensione concreta. Dante, Leopardi, Ungaretti e Ferré, insieme agli altri autori scelti da Gianni Gallo, diventeranno così possibili punti di partenza per attraversare epoche, linguaggi e sensibilità differenti, cercando ciò che ancora oggi quei versi riescono a dire dell’uomo. C’è poi un’altra parola destinata ad avere un peso particolare: “sconfinare”. Perché la poesia, secondo la visione proposta dall’appuntamento, non può essere considerata una materia da custodire esclusivamente all’interno dei libri o delle accademie. La sua natura la porta inevitabilmente verso gli spazi della vita quotidiana, verso le piazze, verso il linguaggio comune, verso le altre forme d’arte e, più in generale, verso lo spazio pubblico.
È una prospettiva che rende particolarmente interessante anche la scelta di una libreria come luogo dell’incontro. La Feltrinelli non sarà soltanto lo scenario nel quale ascoltare versi e riflessioni, ma può diventare uno spazio di passaggio tra il libro e la comunità, tra la parola scritta e quella pronunciata, tra la poesia custodita sulla pagina e la poesia che torna a essere voce. Il pubblico sarà chiamato così non soltanto ad assistere, ma idealmente a lasciarsi coinvolgere da una domanda: “quanto è ancora necessario ciò che non serve a produrre, vendere, misurare o consumare?”. La risposta non arriverà necessariamente sotto forma di una definizione. Ed è forse questa una delle caratteristiche più autenticamente poetiche dell’appuntamento. Quello del 16 settembre si presenta dunque come un incontro che parte dalla poesia per parlare, in realtà, dell’uomo contemporaneo. Di come percepisce la realtà, di quanto spazio concede alla propria interiorità e di quanto sia disposto a lasciare aperta una domanda senza pretendere immediatamente una soluzione. In questo senso, la poesia viene presentata come una possibile forma di resistenza: non una ribellione rumorosa, ma una resistenza affidata alle parole, alla possibilità di attribuire loro significati molteplici, di recuperare il dubbio e di restituire valore a ciò che sfugge alla logica dell’efficienza.
Sarà Gianni Gallo, attraverso i versi di alcuni dei maggiori poeti, a condurre questo percorso. Un viaggio annunciato come un attraversamento di confini: quelli tra razionalità ed emozione, tra utilità e senso, tra parola scritta e parola condivisa, tra la poesia e la vita. E se la poesia è davvero, come suggerisce il titolo dell’incontro, un atto sovversivo, sarà interessante scoprire cosa accade quando quella parola esce dalle pagine e torna a essere pronunciata, ascoltata e condivisa.
