Fiumarella, notte da incubo: falò non autorizzati, urla, fuga e la presunta comparsa di coltelli. Quello che doveva essere un momento di festa si trasforma in una scena di paura
Ferragosto dovrebbe essere una notte di festa, di musica, di amici e di spensieratezza. A Mondragone, invece, sulla spiaggia libera di Fiumarella, la notte di mezza estate si è trasformata in un incubo. Decine di persone si erano radunate sulla spiaggia per festeggiare. Falò, secondo quanto riferito, sarebbero stati accesi senza autorizzazione. Poi, intorno alle 3 del mattino, la situazione è precipitata. Una discussione tra alcuni giovani, per ragioni ancora da chiarire, sarebbe rapidamente degenerata. Dalle parole si sarebbe passati alla violenza e la lite avrebbe coinvolto diverse persone presenti sulla spiaggia. Poi il momento più inquietante: secondo alcuni testimoni sarebbero comparsi anche dei coltelli. Una circostanza che, se confermata dagli accertamenti, renderebbe ancora più grave un episodio avvenuto in mezzo a decine di persone, in una spiaggia dove quella notte avrebbero dovuto esserci soltanto giovani intenti a festeggiare. Nei video diffusi sui social dal deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli si percepiscono le urla e la concitazione. Alcune persone scappano, altre cercano di allontanarsi rapidamente dalla zona della rissa. È l’immagine di una festa che improvvisamente cambia volto. E viene da chiedersi: dove finisce il divertimento e dove comincia la follia? Perché una cosa è festeggiare il Ferragosto. Un’altra è trasformare una spiaggia in una zona dove basta una discussione per arrivare alle mani e dove, secondo le testimonianze, possono persino comparire coltelli. Non è questo il significato della festa. Non è questo il significato della libertà. E soprattutto non può diventare normale che chi vuole semplicemente trascorrere una notte al mare debba ritrovarsi nel mezzo di una rissa e correre per mettersi al sicuro. La dinamica precisa dell’accaduto dovrà essere chiarita e ogni responsabilità dovrà essere accertata nelle sedi opportune. Ma le immagini raccontano già abbastanza per comprendere la gravità del momento. Bastava una lama impugnata da una persona, un colpo sferrato nel posto sbagliato, una caduta. E quella notte di Ferragosto avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia. Ed è proprio questo il punto. Non possiamo aspettare che qualcuno si faccia davvero male per renderci conto che certi comportamenti sono diventati pericolosamente fuori controllo. La festa è una cosa. La violenza è un’altra. Il divertimento non può essere una scusa per infrangere le regole, accendere falò non autorizzati, creare situazioni di pericolo o trasformare una lite in una rissa. Ferragosto è finito. Ma adesso bisogna capire cosa sia realmente accaduto a Fiumarella, chi abbia scatenato la rissa, chi vi abbia partecipato e se quelle segnalazioni sulla presenza di coltelli troveranno conferma. Perché sulla spiaggia di Mondragone, quella notte, è bastato un attimo perché la festa lasciasse spazio alla paura. E questa non può diventare la normalità.
