Chi l’ha detto che per studiare i segreti dell’universo servano sempre telescopi milionari in cima a montagne sperdute? A volte bastano una manciata di mattoncini LEGO, una webcam, un po’ di codice informatico e tanta passione. È questa la ricetta del progetto Formazione Scuola Lavoro (FSL) “Esopianeti con i LEGO a scuola”, un’iniziativa didattica innovativa fortemente voluta dalla Dirigente scolastica Dott.ssa Tiziana D’Errico, che si è conclusa ufficialmente oggi con una prestigiosa visita alla sede dell’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) a Roma.
Un traguardo straordinario per gli studenti della 5M e 5O del Liceo Scientifico Opzione Scienze Applicate, che hanno avuto l’opportunità di presentare direttamente agli esperti dell’ente un prodotto multimediale che racconta l’intero percorso scientifico e i dati astrofisici rilevati durante l’anno.
Il cuore del progetto è stata la capacità di riprodurre in piccolo, e con materiali facilmente reperibili, il metodo del transito, una delle tecniche più utilizzate dagli astronomi veri per scoprire pianeti al di fuori del nostro sistema solare.
Utilizzando i classici mattoncini combinati con ingranaggi, motori e batterie della linea LEGO Technic, i ragazzi hanno costruito un vero e proprio sistema planetario in miniatura. Una lampadina al centro ha fatto le veci di una stella, mentre un piccolo pianeta LEGO è stato messo in orbita attorno ad essa. A sostituire i telescopi spaziali ci ha pensato una comune webcam, posizionata strategicamente per riprendere il pianeta ogni volta che, transitando davanti alla lampadina, ne oscurava parzialmente la luce.
I ragazzi non si sono limitati alla costruzione meccanica, ma hanno vestito anche i panni di programmatori e analisti di dati. Sviluppando un apposito software in Python, gli studenti hanno registrato istante per istante la luminosità catturata dalla webcam, ottenendo una ‘curva di luce’ utile a calcolare le dimensioni e il periodo orbitale dell’esopianeta. .
Accolti nella sede dell’ASI dal Dott. Angelo Zinzi, gli studenti del Liceo Quercia di Marcianise accompagnati dai loro professori Francesco Di Sivo, Gabriella Beatrice, Alfredo Tesso e dalla referente degli FSL, la professoressa Antonietta Paolella, hanno mostrato il loro lavoro attraverso un report multimediale, ricevendo i complimenti dei ricercatori dell’ente.
Un’esperienza che dimostra come la scuola possa diventare un laboratorio vivo, capace di trasformare il gioco in alta formazione e di avvicinare le nuove generazioni alle frontiere della ricerca aerospaziale. Chissà che tra questi banchi, e tra questi mattoncini, non si nascondano gli scienziati spaziali di domani.
