Stop alle attività che richiedono l’Autorizzazione Unica Ambientale per lo stabilimento Cementi Moccia di via Galatina, nella frazione di San Clemente. La Provincia di Caserta ha disposto la sospensione dell’efficacia dell’autorizzazione ambientale rilasciata alla società, imponendo lo stop immediato a qualsiasi operazione per la quale sia necessario il titolo autorizzativo.
Il provvedimento è contenuto nella determinazione dirigenziale numero 2259 del 28 ottobre 2026, firmata dal settore Ambiente ed Ecologia dell’ente provinciale. Una decisione che arriva dopo le criticità emerse durante i controlli ambientali effettuati dall’Arpac e il successivo intervento della Regione Campania.La vicenda nasce da un sopralluogo eseguito il 9 settembre 2026 dai tecnici dell’Arpac, insieme al personale dei Carabinieri Forestali del Gruppo di Caserta e dell’Ispettorato territoriale del Lavoro.
Il 27 ottobre la Regione Campania ha quindi trasmesso alla Provincia una richiesta di sospensione dell’Autorizzazione Unica Ambientale, evidenziando il rispetto soltanto parziale delle prescrizioni già impartite con una precedente diffida del 18 aprile 2023 e successivamente integrate con una determinazione provinciale del 15 aprile 2025.
La determinazione provinciale dispone la sospensione dell’efficacia dell’autorizzazione originaria del 2018 e delle successive modifiche, compreso l’ultimo aggiornamento del 5 ottobre 2026.
Il provvedimento riguarda tre ambiti fondamentali dell’attività dello stabilimento: l’autorizzazione agli scarichi delle acque reflue, le emissioni in atmosfera e la valutazione di impatto acustico.
La Provincia di Caserta ha inoltre stabilito che qualsiasi attività o operazione per la quale sia necessario il rilascio dell’Autorizzazione Unica Ambientale deve essere sospesa immediatamente. Eventuali operazioni svolte in assenza del titolo autorizzativo saranno considerate non autorizzate.
L’atto è stato trasmesso allo Sportello Unico per le Attività Produttive del Comune di Caserta, chiamato ad adottare i conseguenti provvedimenti di propria competenza e a notificarli alla società.
Alla base della decisione ci sono le criticità riscontrate dall’Arpac e richiamate dalla Regione Campania nella richiesta di sospensione. In particolare, l’attenzione degli enti si è concentrata sull’ottemperanza alle prescrizioni ambientali già impartite e sulle misure necessarie a garantire la regolare funzionalità e l’efficienza dell’impianto.
La sospensione resterà in vigore per il tempo strettamente necessario, fino all’ottemperanza di tutte le criticità contestate.
Una vicenda che riporta al centro dell’attenzione il tema dei controlli ambientali nella frazione di San Clemente e il rapporto tra attività produttive, rispetto delle prescrizioni e tutela della salute e del territorio.
La società destinataria del provvedimento potrà presentare ricorso al Tribunale amministrativo regionale entro 60 giorni oppure ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni, secondo quanto previsto dalla determinazione.
