Lo scavo archeologico condotto dal professor Nicola Busino, insieme a studenti e collaboratori, restituisce importanti testimonianze della quotidianità nel Castello di Casertavecchia. Mariano Nuzzo: «La ricerca archeologica è uno strumento fondamentale per conoscere, tutelare e valorizzare il nostro patrimonio».
A Casertavecchia la storia torna lentamente alla luce. Sotto strati di pietra e terra, piccoli frammenti raccontano una storia molto più grande: quella della vita quotidiana che per secoli si è svolta all’interno e intorno al Castello di Casertavecchia, uno dei luoghi simbolo del patrimonio storico e culturale del territorio casertano.
È questo il valore dello scavo archeologico condotto dal professor Nicola Busino, insieme ai suoi studenti e collaboratori. Un lavoro paziente, fatto di ricerca, documentazione e analisi, che sta permettendo di riportare alla luce testimonianze preziose del passato medievale del borgo.
Ceramiche, oggetti in metallo, reperti in osso e altri manufatti costituiscono un patrimonio apparentemente minuto, ma di straordinaria importanza per gli studiosi.
Ogni frammento può infatti contribuire a ricostruire aspetti della vita di chi abitava questi luoghi: cosa mangiava, quali strumenti utilizzava, quali attività svolgeva e come si trasformava nel tempo l’insediamento.
L’archeologia non si limita dunque a riportare alla luce grandi monumenti. Spesso sono proprio gli oggetti più semplici a restituire il volto autentico di una comunità.
Un frammento ceramico può raccontare abitudini alimentari e scambi commerciali; un oggetto metallico può fornire indicazioni sulle attività artigianali; un reperto in osso può offrire ulteriori elementi sulla vita quotidiana e sulle risorse utilizzate dagli abitanti.
Lo scavo rappresenta così una vera e propria finestra sul passato di Casertavecchia.
Il Castello non è soltanto un monumento da osservare, ma un luogo stratificato, nel quale le tracce lasciate dalle diverse generazioni consentono di ricostruire trasformazioni, funzioni e vicende del sito.
È proprio attraverso la lettura degli strati archeologici e lo studio dei materiali recuperati che gli studiosi possono ricomporre, tassello dopo tassello, una parte della storia del borgo medievale.
Un lavoro che richiede competenze diverse e che mette in relazione ricerca sul campo, studio dei reperti, documentazione e tutela.
In questo percorso assume particolare rilievo anche l’attività della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, guidata dall’attenzione alla conoscenza e alla tutela del patrimonio culturale.
Per Mariano Nuzzo, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento, la ricerca archeologica costituisce un passaggio essenziale per comprendere il patrimonio e trasformare le scoperte in conoscenza condivisa.
La tutela, infatti, non può prescindere dalla conoscenza. E conoscere un luogo significa anche riportare alla luce quelle tracce che rischiano di rimanere nascoste, studiarle scientificamente e inserirle nel più ampio racconto della storia del territorio
Lo scavo condotto dal professor Busino mette inoltre in evidenza l’importanza della collaborazione tra ricerca, formazione e istituzioni.
La partecipazione di studenti e collaboratori permette di trasformare il sito archeologico anche in un luogo di formazione, nel quale le conoscenze teoriche possono incontrare direttamente il lavoro sul campo.
Un’esperienza che consente alle nuove generazioni di avvicinarsi concretamente alla ricerca archeologica e, allo stesso tempo, di comprendere il valore della conservazione del patrimonio.
Le nuove testimonianze provenienti dal Castello aggiungono quindi altri tasselli alla conoscenza di Casertavecchia e della sua lunga storia.
Sono reperti che, presi singolarmente, possono apparire semplici e modesti. Insieme, però, compongono un racconto fatto di persone, attività, relazioni e trasformazioni.
È questa una delle grandi lezioni dell’archeologia: la storia non vive soltanto nei grandi monumenti, ma anche nelle piccole tracce lasciate dalla vita quotidiana.
A Casertavecchia quelle tracce stanno riaffiorando dalla terra. E ogni nuovo ritrovamento offre l’opportunità di comprendere meglio il passato, rafforzare la consapevolezza del valore del patrimonio e costruire nuove occasioni di conoscenza e valorizzazione per il futuro.
Un patrimonio che appartiene alla storia di Casertavecchia, ma che rappresenta anche una parte significativa dell’identità culturale dell’intero territorio casertano.
