Dalla solidità difensiva alla gestione della rosa, passando per il momento del Catania e per l’attesa di un Pinto gremito. Vinicio Espinal presenta così la sfida di domani, una partita che il tecnico rossoblù considera un importante banco di prova per la sua Casertana. Non sarà una partita da preparare guardando semplicemente la classifica. Casertana-Catania, per Vinicio Espinal, rappresenta soprattutto un’occasione per misurare il percorso compiuto dalla squadra nelle prime giornate. «È una partita bella, è una partita importante, è un bel esame, una bella prova, come lo sono tutte», ha spiegato il tecnico, che ha poi sottolineato la particolare difficoltà del campionato: «Stiamo vedendo un campionato veramente difficile, forse nel girone quello più equilibrato». La sfida del Pinto, dunque, arriva in un momento significativo della stagione. Una rosa coinvolta quasi completamente Uno degli aspetti che ha caratterizzato questo primo scorcio di campionato è stata la capacità di Espinal di coinvolgere praticamente tutti i giocatori a disposizione. Su 23 elementi, infatti, sono già 21 quelli utilizzati tra titolari e subentrati. Il calendario, rispetto alle prime settimane, offre ora una maggiore distanza tra una partita e l’altra. Ma questo non significa necessariamente che il tecnico abbia intenzione di individuare undici giocatori intoccabili. «Cerco di valutare sempre, vivo giorno per giorno, vivo settimana per settimana e cerco di dare nella formazione degli undici sempre quelli che mi sembrano siano meglio, che si adattino più alla partita». Una base, comunque, esiste. «È importante sempre avere comunque una base, c’è sempre, perché tutti tutti non li puoi cambiare. Però è bello anche poter attingere e trovare giocatori pronti ad affrontare le gare». Una filosofia che finora ha dato risposte positive: «Fino adesso è successo anche quando abbiamo cambiato, le gare sono state comunque fatte in un certo modo e siamo contenti».
Due clean sheet, ma meno gol: il paradosso rossoblù
Le ultime due giornate hanno raccontato una Casertana diversa rispetto alle prime uscite. Due partite senza subire gol, ma appena una rete realizzata. A Cerignola, in particolare, la gara è stata più bloccata. Espinal non interpreta però questo dato come una trasformazione radicale della propria squadra. Il lavoro sulla fase difensiva, spiega il tecnico, è iniziato da tempo e riguarda soprattutto alcuni meccanismi collettivi. «Prima creavamo tanto ma non subivamo tanto. Capitavano degli errori individuali oppure delle situazioni, delle letture che non riuscivamo a correggere». Il riferimento è anche al lavoro portato avanti dall’inizio della stagione: «Stiamo cercando di sistemare tutto quello che sono dei meccanismi». Il tecnico non vuole quindi ridurre il miglioramento difensivo alle ultime due partite. E nemmeno considerare le gare precedenti come semplici partite “a ping pong”. «Non è che le partite prima erano tipo a ping pong», ha spiegato Espinal, ricordando anche la sfida contro il Barletta: «Fino al quarantesimo la partita era una partita fatta in un certo modo, poi abbiamo subito un gol e questo sicuramente ci toglieva della fiducia nel lavoro difensivo». Adesso qualcosa sembra essere cambiato. «Stiamo cercando di lavorare su queste cose e effettivamente nelle ultime due partite abbiamo fatto solo un gol, però abbiamo portato i punti e quindi è un lavoro che sta andando avanti comunque». Di Taccio? “È un lavoro di squadra” Nel miglioramento della fase difensiva qualcuno potrebbe individuare anche il contributo di Di Taccio, ma Espinal preferisce non attribuire a un singolo giocatore i progressi dell’intero reparto. «È un lavoro più di squadra, perché non è un lavoro di un singolo giocatore». Il centrocampista, comunque, offre caratteristiche precise: «Sicuramente Di Taccio ci dà quella fisicità che alle volte potrebbe mancare». Ma il tecnico ribadisce che la Casertana ha saputo giocare bene anche con altri interpreti: «Abbiamo affrontato partite anche con altri centrocampisti e abbiamo fatto bene». Il Catania potrebbe aprire maggiori spazi La partita di domani potrebbe avere caratteristiche differenti rispetto ad alcune delle precedenti. Secondo Espinal, diverse squadre hanno scelto di affrontare la Casertana aspettando e cercando di sfruttare le ripartenze. Una scelta legata anche alle caratteristiche della formazione rossoblù. «Siamo una squadra che cerca di gestire la palla, quindi è normale che tante squadre» provino a sfruttare determinate situazioni. Contro il Catania, però, lo scenario potrebbe cambiare. «L’avversario che andiamo ad affrontare è un avversario importante, di qualità molto alta e sarà una partita a viso aperto». Ed è proprio questo uno degli elementi che Espinal si aspetta maggiormente. Il Catania e il tempo necessario per crescere Il tecnico rossoblù non si lascia ingannare dall’avvio del Catania, giudicando la formazione etnea soprattutto per la qualità della rosa. «È una squadra allenata bene, con una rosa indubbiamente molto forte». Il momento della squadra siciliana, secondo Espinal, va letto anche alla luce dei tanti cambiamenti: «Quando arrivano giocatori comunque alla fine, anche se di categoria superiore, che magari sono fuori da progetti importanti, devono rimettersi, quindi si devono allenare, riconnettersi». Per questo motivo, secondo il tecnico, «richiederà tempo il fatto di vedere magari il miglior Catania».
L’imbattibilità non è un pensiero fisso
La Casertana arriva alla sfida da unica squadra ancora imbattuta nel girone. Un dato importante, ma che Espinal non vuole trasformare in una pressione.Il tecnico preferisce parlare del percorso e della crescita del gruppo. «Da quando siamo arrivati, che eravamo pochi, c’era sempre la voglia di imparare, di crescere». Ed è proprio questa disponibilità che, secondo Espinal, sta diventando una delle caratteristiche principali della squadra. «Hanno questa fame che stiamo aumentando, questa voglia di crescere insieme». Nessun proclama, quindi, ma lavoro quotidiano: «Viviamo, lavoriamo giorno per giorno, non ci pensiamo, pensiamo a lavorare per noi stessi, migliorarci». E intanto cresce anche l’intesa all’interno dello spogliatoio: «La squadra ha entusiasmo, ha voglia e la vedo che sta crescendo anche nel conoscersi tra i giocatori, nell’amalgamarsi».
“Una partita di coraggio”
Se per un momento Espinal potesse togliersi i panni dell’allenatore e sedersi semplicemente in tribuna, che partita vorrebbe vedere? La risposta arriva con un sorriso, ma il concetto è chiaro. «Penso sarà una partita praticamente molto, molto bella». Una sfida nella quale il Catania arriverà per giocarsi le proprie carte e la Casertana cercherà di dare continuità al proprio percorso. «Mi aspetto una partita aperta, una partita bella, difficile, di coraggio».
Il Pinto può diventare il dodicesimo uomo
Alla fine c’è il pubblico. E in una sfida come quella contro il Catania, il fattore Pinto può avere un peso particolare. Espinal racconta di percepire quotidianamente il legame tra la squadra e la città. Un rapporto che il tecnico considera importante e che domani potrebbe trovare la sua massima espressione sugli spalti. La Casertana, dunque, arriva alla sfida con una consapevolezza precisa: il Catania sarà un avversario di grande qualità, ma la squadra rossoblù vuole giocare la propria partita. Senza guardare troppo la classifica. Con una rosa che continua a coinvolgere tutti. Con una fase difensiva che sta cercando il proprio equilibrio. E soprattutto con quel coraggio che Espinal considera indispensabile per affrontare una gara «aperta, bella e difficile».
