Anche quest’estate Caserta sarà l’epicentro di importanti eventi artistici tra Piazza Carlo III e il Belvedere di San Leucio. Manifestazioni che possono rappresentare un volano significativo per l’economia locale, a condizione che siano ben gestite e inserite in una visione di sviluppo di lungo periodo, e non considerate soltanto come occasioni isolate.
Secondo le stime, fino a settembre le performance artistiche porteranno in città circa 400.000 persone, gran parte delle quali raggiungerà Caserta in automobile, nonostante la presenza di una stazione ferroviaria a pochi metri dalla Reggia. Ma dove parcheggeranno tutte queste auto?
I tre parcheggi più strategici della città sono infatti chiusi da anni: il Pollio, Piazza IV Novembre e, soprattutto, il parcheggio sotterraneo di Piazza Carlo III. Né le precedenti amministrazioni, né gli attuali Commissari, nonostante le nostre ripetute sollecitazioni, hanno mai operato concretamente per una loro rapida riapertura e una fruizione virtuosa. E, al momento, non si intravedono prospettive positive neppure nel medio termine.
Difficoltà burocratiche, vicende giudiziarie ancora aperte, incertezze sulla gestione pubblica o privata? Qualunque siano le motivazioni, il risultato è che Caserta si appresta ad affrontare un’altra estate di grandi eventi senza adeguati parcheggi urbani.
Di conseguenza, dopo aver già saturato negli anni passati le strade cittadine e periferiche, fino a occupare persino il sottopasso di Viale Carlo III, il traffico dovrà essere necessariamente indirizzato altrove. Dalla stampa (Il Mattino, 30 maggio) apprendiamo che saranno utilizzate aree di sosta a San Nicola la Strada, San Marco Evangelista, Casapulla e perfino a Santa Maria Capua Vetere, con successivo trasferimento del pubblico mediante navette verso i luoghi dei concerti. Una scelta comprensibile, finalizzata a evitare il ripetersi dei fenomeni di sosta selvaggia e dei parcheggiatori abusivi.
Tuttavia, sorgono spontanee alcune domande. Aree idonee nei comuni coinvolti: DOVE ? Esiste un piano traffico condiviso? I visitatori che arriveranno da tutta la Campania e dalle regioni limitrofe saranno informati in modo tempestivo e chiaro sui percorsi da seguire e sulle modalità di accesso? E per i cittadini, solo disagi?
Sono interrogativi che molti cittadini si pongono e ai quali le istituzioni dovrebbero fornire risposte puntuali. Ad oggi si parla di un piano ben concertato e organizzato, ma si conoscono pochi dettagli su aspetti che riguardano direttamente i casertani, compresi coloro che non parteciperanno ai concerti ma dovranno convivere con le inevitabili ricadute sulla mobilità urbana.
Continuiamo pertanto a esprimere il nostro disappunto per la mancata riapertura dei parcheggi cittadini, infrastrutture indispensabili non solo in occasione dei grandi eventi, ma anche per sostenere il turismo diretto alla Reggia e per agevolare le esigenze quotidiane di chi raggiunge il capoluogo per lavoro o per altri motivi.
Se davvero si intende trasformare Corso Trieste nella “Rambla casertana”, come più volte dichiarato, è evidente che il traffico veicolare debba essere progressivamente ridotto, rafforzando la ZTL e favorendo la mobilità pedonale. Solo così cittadini e visitatori potranno vivere con tranquillità lo “struscio” nel cuore della città.
Una simile trasformazione richiede contenuti, eventi attrattivi, sicurezza e una gestione complessiva all’altezza delle ambizioni dichiarate.
Già oltre venticinque anni fa, nel giugno del 2000, nell’ambito del progetto Agenda 21 promosso dal WWF Caserta, al termine di un anno di studi e di confronto con la cittadinanza sullo stato di salute del centro urbano, proponemmo e ottenemmo la rivitalizzazione dell’isola pedonale attraverso eventi e iniziative capaci di attrarre i casertani. Nonostante le iniziali perplessità di molti commercianti e amministratori, l’esperimento si rivelò un successo, tanto da spingere numerosi cittadini a chiederne la stabilizzazione.
Una piccola “Rambla” casertana, dunque, esisteva già nel 2000. Gli sviluppi successivi, come è sotto gli occhi di tutti, ne hanno però progressivamente decretato la fine. Ed infatti la realtà odierna del centro racconta tutt’altro. La ZTL che fece di Caserta una città di respiro europeo, oggi sembra davvero morta e sepolta. Le foto di Via Mazzini mostrano infatti auto che transitano, parcheggio selvaggio e pedoni che, in assenza di marciapiedi, sono a grande rischio di essere investiti: ci chiediamo se siano tutte auto di residenti.
Perché non riproporre oggi quella visione di tanti anni fa, aggiornata alle esigenze contemporanee, creando un vero e proprio “centro commerciale diffuso all’aperto”, favorito dal clima e dalla conformazione urbanistica della nostra città?
Per realizzare questo obiettivo occorre però intervenire su alcuni nodi essenziali. Tra questi, la riapertura dei parcheggi esistenti rappresenta una priorità. Consentire ai cittadini di raggiungere facilmente il centro storico significa eliminare uno degli alibi più ricorrenti contro la pedonalizzazione e, allo stesso tempo, ridurre il traffico alla ricerca di un posto auto, una delle principali cause dell’inquinamento atmosferico che, come evidenziano i dati ARPAC, continua a soffocare le nostre città, soprattutto nei periodi più caldi dell’anno.
Chiediamo quindi agli amministratori e a tutti i responsabili istituzionali del territorio di impegnarsi concretamente per uno sviluppo sostenibile di Caserta, a partire dalla riapertura dei parcheggi esistenti e dal potenziamento del trasporto pubblico e dal controllo e potenziamento della ZTL. Solo così i grandi eventi potranno diventare una vera opportunità di crescita e non l’ennesima occasione persa.
