CASTEL VOLTURNO – Una vasta operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha inferto un duro colpo a una presunta articolazione del clan dei Casalesi attiva sul litorale domizio. All’esito delle indagini, gli investigatori hanno eseguito 22 misure cautelari nei confronti di altrettanti indagati, mentre il procedimento riguarda complessivamente 39 persone.
L’attività investigativa, condotta dalla Direzione Investigativa Antimafia, ha interessato in particolare il gruppo ritenuto riconducibile alla fazione Russo-Schiavone, da anni considerata una delle realtà criminali operanti nell’area di Castel Volturno.
Parallelamente alle misure personali, è stato disposto il sequestro preventivo di beni per un valore superiore ai due milioni di euro, tra immobili, aziende, veicoli, conti correnti e altre disponibilità patrimoniali che, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero state utilizzate per occultare o reinvestire i proventi delle attività illecite.
L’ipotesi della Procura
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il sodalizio avrebbe esercitato un’influenza significativa sul territorio attraverso una serie di attività criminali e un articolato sistema economico finalizzato al reinvestimento dei capitali.
Le contestazioni formulate dalla Procura comprendono, a vario titolo, i reati di associazione di tipo mafioso, estorsione, riciclaggio, autoriciclaggio, intestazione fittizia di beni, esercizio abusivo dell’attività di raccolta scommesse e gestione illecita di apparecchi da gioco. Per alcuni degli indagati vengono inoltre ipotizzati reati in materia di traffico di sostanze stupefacenti, con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa.
Le attività finite sotto sequestro
Tra i beni raggiunti dal provvedimento figurano numerose attività commerciali considerate dagli investigatori strumenti attraverso i quali sarebbe stato reinvestito il denaro di provenienza illecita. Il sequestro ha interessato, tra l’altro, esercizi di ristorazione, bar, una sala scommesse, un lido balneare, una piscina e diverse società operanti in vari settori economici.
L’obiettivo dell’operazione è quello di interrompere il presunto circuito economico che avrebbe consentito all’organizzazione di consolidare la propria presenza sul territorio anche attraverso imprese apparentemente regolari.
I 39 indagati
L’inchiesta coinvolge complessivamente 39 persone. Per 22 di esse il giudice ha disposto misure cautelari, mentre le restanti risultano indagate a piede libero nell’ambito dello stesso procedimento.
Tra i destinatari della custodia cautelare in carcere figurano Costantino Russo, Raffaele Letizia, Vincenzo Galiero, Aniello Natale, Antonio Vaccaro e Guglielmo D’Aniello. Per altri indagati sono state applicate misure meno afflittive, tra cui l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, mentre nei confronti degli altri l’attività investigativa prosegue senza provvedimenti restrittivi.
L’inchiesta prosegue
Le indagini rappresentano uno dei più rilevanti interventi antimafia degli ultimi tempi nel Casertano e puntano a fare piena luce sulla presunta struttura organizzativa, sulle attività economiche riconducibili agli indagati e sui flussi finanziari che, secondo l’accusa, avrebbero alimentato gli interessi del gruppo criminale.
Il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari. Pertanto, le accuse formulate dalla Procura dovranno essere sottoposte al vaglio dell’autorità giudiziaria e tutte le persone coinvolte devono considerarsi presunte innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna, come stabilito dalla legge.
