Un comitato composto da numerosi cittadini di Mondragone ha presentato un esposto alle principali autorità competenti per chiedere interventi immediati contro il crescente fenomeno dell’abbandono illecito dei rifiuti e dei frequenti roghi che interessano diverse aree del territorio comunale.
La segnalazione, predisposta con il supporto del legale del comitato, è stata inviata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, guidata da Giorgia Meloni, al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, alla Prefettura di Caserta, alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, alla Questura di Caserta, al Commissario Straordinario per le discariche abusive, ai Carabinieri, al Nucleo Operativo Ecologico (NOE), alla Guardia di Finanza e all’ARPAC.
Secondo i promotori dell’iniziativa, i controlli effettuati finora non sarebbero sufficienti a contrastare una situazione che definiscono sempre più critica dal punto di vista ambientale e sanitario.
Nel documento si evidenzia un peggioramento del fenomeno rispetto agli anni precedenti. I cittadini denunciano incendi ripetuti di rifiuti, materiali plastici, scarti tessili e altri prodotti di origine industriale che, una volta bruciati, rilascerebbero nell’atmosfera sostanze potenzialmente nocive.
Il comitato sostiene che tali episodi possano rappresentare un rischio per la salute pubblica, con possibili conseguenze sull’apparato respiratorio e sull’ambiente, oltre al timore di contaminazioni del terreno e della filiera alimentare.
Le segnalazioni sulle attività agricole
Tra le criticità indicate figurano anche alcune pratiche attribuite a operatori agricoli. Nell’esposto si afferma che, in alcuni casi, residui plastici utilizzati nelle coltivazioni, come canalette per l’irrigazione e contenitori in polistirolo, verrebbero smaltiti mediante combustione anziché attraverso i canali previsti dalla normativa.
Il documento richiama inoltre l’attenzione sull’impiego di pesticidi e fitofarmaci in prossimità delle abitazioni, ritenendo necessario un maggiore rispetto delle distanze di sicurezza e delle disposizioni vigenti per limitare l’esposizione dei residenti.
Le aree indicate come prioritarie
I firmatari chiedono l’attivazione di un piano straordinario di sorveglianza nelle zone che, a loro giudizio, risultano maggiormente interessate dagli episodi di sversamento e combustione dei rifiuti. Tra queste vengono citate diverse località periferiche del territorio comunale, comprese le aree di Sant’Angelo, Cementare, via Padule, Stercolilli, la fascia retrostante la caserma dei Vigili del Fuoco, la zona della stazione ferroviaria e le arterie che collegano Mondragone con Cancello ed Arnone, Sant’Andrea del Pizzone e Falciano del Massico.
Secondo il comitato, proprio in queste aree si verificherebbero con maggiore frequenza incendi di rifiuti e altre attività ritenute dannose per l’ambiente.
L’esposto affronta anche il problema dei raccoglitori abusivi di materiali ferrosi e dei cosiddetti “svuotacantine”. Secondo la denuncia, alcuni soggetti recupererebbero esclusivamente il metallo destinato alla rivendita, abbandonando il resto dei materiali nelle campagne o nelle periferie.
Sempre secondo il comitato, in alcuni casi i rifiuti residui verrebbero incendiati per eliminare le tracce delle discariche abusive o per recuperare il rame dai cavi elettrici, contribuendo così alla diffusione di emissioni inquinanti.
L’obiettivo dell’iniziativa è ottenere un rafforzamento dei controlli, un presidio costante delle aree considerate più esposte e un’azione coordinata tra le diverse istituzioni coinvolte, affinché vengano contrastati in modo più efficace i fenomeni di smaltimento illecito dei rifiuti e dei roghi che, secondo i cittadini, rappresentano una delle principali emergenze ambientali del territorio.
