CASERTA – Non solo una vittoria personale, ma un’affermazione del principio secondo cui i diritti dei lavoratori non possono essere sacrificati. È questo il significato della decisione che ha confermato l’illegittimità del licenziamento di Giuseppe Corbo, rappresentante sindacale aziendale (RSA) della Conf.S.A.F.I. presso Napoli Retail, già Oreste Colella–Desireè, all’Outlet La Reggia di Marcianise.
A sottolinearne la portata è Sergio D’Angelo, segretario generale della Conf.S.A.F.I. Caserta, che parla di «una vittoria importante sul piano giuridico, sindacale e umano, perché riafferma un principio fondamentale: i diritti, quando sono fondati, devono essere difesi con determinazione, competenza e coraggio».
Secondo D’Angelo, la vicenda rappresenta un punto di riferimento per tutti i lavoratori che, spesso, vivono il rapporto di lavoro come un susseguirsi di doveri, rinunce e sacrifici. «Per troppo tempo – osserva – si è pensato che lavorare significasse accettare qualsiasi condizione, rinunciando alle domeniche, alla vita familiare e perfino alla propria dignità. Questa decisione ricorda invece che il lavoro deve essere compatibile con il rispetto della persona, della salute e della famiglia».
Il segretario evidenzia come il lungo percorso giudiziario abbia confermato la fondatezza delle ragioni sostenute dal lavoratore e dal sindacato, dimostrando l’importanza di un’assistenza legale qualificata e di una rappresentanza sindacale capace di accompagnare concretamente chi decide di far valere i propri diritti.
«Non è stata soltanto una vertenza individuale – prosegue D’Angelo – ma una questione di principio. Ogni lavoratore deve poter contare su tutele effettive e su un sindacato libero, competente e presente. Il nostro compito non è mediare sempre al ribasso, ma ascoltare, sostenere e difendere le persone fino all’ultimo grado di giudizio quando la loro dignità viene messa in discussione».
La sentenza assume così un valore che va oltre il singolo caso, riaffermando che nessuna esigenza organizzativa può prevalere sui diritti fondamentali del lavoratore e che il rapporto di lavoro deve fondarsi su correttezza, equilibrio e rispetto reciproco.
Particolarmente intensa anche la testimonianza di Giuseppe Corbo, che ha affidato a una lettera il racconto del percorso affrontato. «Io sono uno di voi», scrive, ricordando gli anni trascorsi tra domeniche lavorate, festività sacrificate e tempo sottratto alla famiglia. Un’esperienza che, pur segnata da difficoltà, dubbi e pressioni, si è conclusa con il riconoscimento delle proprie ragioni.
Corbo rivolge un appello ai lavoratori a non rassegnarsi davanti alle ingiustizie e a non rinunciare ai propri diritti. «Abbiamo scelto di lavorare per vivere, non di vivere per lavorare», afferma, sottolineando come il rispetto della persona debba essere il fondamento di ogni rapporto di lavoro. Nella sua lettera esprime inoltre gratitudine verso il sindacato, il segretario Sergio D’Angelo, i legali che lo hanno assistito e i colleghi che hanno testimoniato nel corso della vertenza.
Per la Conf.S.A.F.I. Caserta questa pronuncia rappresenta un messaggio chiaro: la tutela dei diritti non è un privilegio, ma un principio costituzionale da difendere ogni giorno. Una battaglia individuale che diventa così un segnale di fiducia per tutti i lavoratori chiamati ad affrontare situazioni analoghe, nella consapevolezza che la giustizia e la rappresentanza sindacale possono ancora fare la differenza.
