di Mimmo Iodice
Con la Deliberazione della Giunta Comunale n. 39 del 30 giugno 2026, il Comune di Pontelatone ha approvato l’adesione al partenariato con il Comune di Castel di Sasso per la presentazione del progetto “Terra Trebulana, sulle tracce degli antichi Trebulani. Percorsi tra archeologia, vino, natura e borghi nell’antico territorio di Trebula Balliensis”, candidato al finanziamento regionale nell’ambito del programma di percorsi turistici della Campania per il periodo giugno 2026 maggio 2027.
Sulla carta, gli elementi positivi non mancano. L’idea di mettere in rete piccoli comuni anziché procedere con iniziative isolate è coerente con una moderna concezione dello sviluppo territoriale. Archeologia, paesaggio, vino, tradizioni e borghi costituiscono un patrimonio che merita di essere valorizzato attraverso una strategia condivisa e capace di rafforzare l’identità dell’antica Terra Trebulana.
Ma proprio perché il progetto è ambizioso, occorre andare oltre l’entusiasmo che accompagna ogni candidatura ai bandi pubblici.
La prima riflessione riguarda la capacità di trasformare un finanziamento in risultati concreti. L’esperienza dimostra che ottenere le risorse rappresenta solo il punto di partenza. La vera sfida consiste nell’organizzare un’offerta turistica stabile, coinvolgere gli operatori economici, migliorare i servizi di accoglienza e costruire una promozione efficace che continui anche dopo la conclusione del progetto.
Troppo spesso i finanziamenti pubblici producono eventi di breve durata, senza lasciare un’eredità significativa sul territorio. Il rischio è quello di spendere risorse per manifestazioni temporanee, incapaci di generare un incremento duraturo del turismo e dell’economia locale.
Merita attenzione anche il ruolo assunto dal Comune di Pontelatone quale ente capofila. La deliberazione attribuisce all’amministrazione la responsabilità dell’intera gestione del progetto, dalla candidatura all’eventuale realizzazione. Si tratta di un incarico importante che richiederà competenze amministrative, capacità organizzativa e un rigoroso controllo delle procedure.
Un ulteriore elemento riguarda il coinvolgimento del territorio. Il partenariato istituzionale rappresenta un buon punto di partenza, ma il successo dipenderà soprattutto dalla partecipazione delle associazioni culturali, delle aziende agricole, delle cantine, delle strutture ricettive e delle attività commerciali. Senza una rete diffusa di soggetti locali, il progetto rischia di restare confinato all’ambito amministrativo.
Vi è poi il tema della sostenibilità. Il contributo regionale potrà finanziare iniziative fino al maggio 2027, ma cosa accadrà dopo? Se il progetto non riuscirà a creare flussi turistici stabili e nuove opportunità economiche, gli effetti rischieranno di esaurirsi insieme ai finanziamenti.
Fondamentale sarà anche la trasparenza. I cittadini hanno il diritto di conoscere come verranno utilizzati i fondi, quali eventi saranno realizzati, quali risultati saranno raggiunti e quali indicatori verranno utilizzati per misurare l’efficacia dell’investimento pubblico. La valutazione di un progetto non può limitarsi alla sua approvazione, ma deve basarsi sugli effetti concreti prodotti per il territorio.
La Deliberazione n. 39 del 30 giugno 2026 rappresenta dunque un’opportunità importante per Pontelatone e per l’intera Terra Trebulana. Tuttavia, il valore dell’iniziativa non sarà misurato dalla qualità del documento approvato né dall’entità del finanziamento eventualmente ottenuto, ma dalla capacità di trasformare un progetto amministrativo in un vero motore di sviluppo culturale, turistico ed economico.
Le delibere aprono le porte. Saranno i risultati, però, a dire se quella porta conduce davvero verso il futuro del territorio oppure verso l’ennesima occasione mancata.
