Comunicato Stampa
A San Vito Lo Capo, un giovanissimo di soli undici anni ha assalito il proprio professore a causa di un brutto voto, presentandosi armato di coltelli e munito di telecamere per riprendere l’aggressione.
L’episodio mette in evidenza almeno tre grandi problematiche, come afferma il dott. Di Rienzo, responsabile dell’Osservatorio Genitori ODV:
Fragilità psicologica: emerge prioritariamente l’incapacità di molti giovani e giovanissimi di superare gli insuccessi scolastici.
Isolamento del disagio: è preoccupante notare come né la scuola né la famiglia si siano accorte del profondo malessere vissuto dal bambino.
Distorsione della realtà: l’uso dei social network amplifica e distorce la percezione del mondo reale, aggravando ulteriormente le difficoltà emotive dei ragazzi.
In uno scenario del genere sarebbe auspicabile una più forte alleanza educativa tra famiglia e istituzione scolastica. Purtroppo, però, molti segnali dimostrano che questo patto è sempre più fragile e che i campanelli d’allarme restano spesso inascoltati.
L’argomento, di strettissima attualità, è stato discusso in settimana alla presenza del Questore, dott. Andrea Grassi, nella sede dell’Unicef di Caserta. Con il coordinamento della Presidente Lia Pannitti, la segretaria dell’Osservatorio Genitori, dott.ssa Nadia Atzori, ha illustrato i risultati dell’ultimo progetto di ricerca.
Dall’indagine emergono dati decisamente allarmanti: nella fascia d’età tra gli 11 e i 12 anni, il tempo quotidiano dedicato ai social network supera in molti casi le 7 ore. Una dipendenza digitale che si traduce nella forte preoccupazione dei genitori, i quali temono che i propri figli possano estraniarsi completamente dalla realtà a causa di un uso eccessivo di internet.
Il caso dell’undicenne pone quindi una riflessione cruciale sul controllo da parte degli adulti rispetto all’uso che i figli fanno dello smartphone. Questo bambino, infatti, aveva lanciato un segnale chiave già qualche ora prima dell’aggressione, scrivendo sui social: “Don’t blame me for what i will do in 4 hrs”, cioè: ”Non datemi la colpa per quello che farò tra 4 ore” per poi trasmettere in diretta streaming il suo gesto.
È evidente che questi bambini e adolescenti, pur non essendo punibili penalmente data l’età, abbiano un disperato bisogno di un percorso di rieducazione digitale e, soprattutto, di un’educazione alla cittadinanza attiva. Allo stesso tempo, è fondamentale che i genitori possano trovare reti di supporto e non solo denigrazione sociale. In quest’ottica, l’Osservatorio si pone l’obiettivo di fungere sia da punto di ascolto per tutti gli adulti che si sentono soli e incompresi, sia da anello di congiunzione con le istituzioni e le altre agenzie educative sul territorio. Non solo, come Osservatorio, siamo pronti a dare il nostro contributo alla creazione di norme stringenti sull’uso di alcune piattaforme social in cui non c’è controllo e in cui possono essere commessi reati senza il timore di essere puniti.
