Prendevano il nome di “Proietti”, i neonati abbandonati nella “ruota” da genitori ignoti. A Caserta
esisteva una “Casa dei Proietti” che dal 1814 al 1828 era situata in via della Parrocchia e dal 1829
al 1846 in via San Giovanni.
Le ragioni di questi abbandoni erano riconducibili, principalmente, alle difficoltà economiche
sofferte nello svezzare i nascituri. In molti casi essi venivano lasciati insieme ad un segno di
riconoscimento, allo scopo di poterli identificare in futuro, quando si sarebbe inteso riprenderli in
famiglia.
A volte erano il frutto di di relazioni segrete o proibite. Non era raro che dopo diversi anni i giovani
venivano riconosciuti dal genitore biologico, che era quasi sempre un benestente o un possidente (
come venivano definite all’epoca le persone facoltose)
La “Ricevitrice dei Proietti”, era la persona che si prendeva cura di questi sfortunati . Essa
corrispondeva al nome di Angela Savastano (1749-1829) nativa di San Clemente. Questa solerte
impiegata si occupava di registrare all’anagrafe i bambini abbandonati e quindi di accudirli. In base
ai dati emersi nei registri anagrafici, risulta che svolse la propria attività dal 1809 (probabilmente
anche prima) al 1829 (anno della sua morte). Le successe la figlia Maddalena Galante (1784-
1840) nata a Caserta e, forse, già, sua collaboratrice in precedenza. Alla sua morte subentrò la
figlia di Maddalena, Maria Antonia Aglione che ricoprì l’incarico, sicuramente, fino al 1846. Dal
1846 in poi, inspiegabilmente, non vengono più registrati figli di genitori ignoti nell’anagrafe
casertana e per averne nuove tracce bisogna arrivare agli ultimi anni dell’800.

