Qui non siamo davanti a una “movida vivace”. Siamo davanti a regole ignorate e a un pezzo di città lasciato a se stesso.
In via Ferrante, a Caserta, la chiusura alle 2 è una finzione. La realtà è musica fino alle 4, urla, risse sfiorate, gente che occupa la strada come fosse terra di nessuno. E quando arrivano le forze dell’ordine, arrivano dopo—quando tutto è già successo e chi doveva essere identificato è sparito.
Il problema non è capire cosa sia accaduto quella notte. Il problema è che poteva accadere qualsiasi cosa, e nessuno era lì a impedirlo.
I residenti descrivono una situazione fuori controllo: portoni bloccati, citofoni presi d’assalto, auto impossibilitate a passare, spintoni e tensioni già da mezzanotte. Non è degrado percepito, è degrado reale. È gente che non riesce a entrare in casa propria. È gente che, per dormire, deve ricorrere ai farmaci.
E allora basta con le mezze misure. Se esiste un’ordinanza, va fatta rispettare. Se ci sono locali che tengono la musica oltre l’orario, vanno sanzionati seriamente, non richiamati. Se una strada è un punto critico noto da anni, non si può intervenire solo quando scoppia il caso.
Perché così com’è, il messaggio è chiarissimo: le regole valgono solo sulla carta. E chi vive lì paga il prezzo più alto, ogni singola notte.
