Caserta – È stata inaugurata ieri, 24 aprile 2026 alle ore 19:00, presso il Museo Diocesano di Caserta, la prestigiosa mostra dedicata all’artista Antonio Del Donno, figura di rilievo nel panorama dell’arte contemporanea italiana, capace di coniugare spiritualità, materia e sperimentazione.
L’esposizione, curata dalla Dott.ssa Maria Carmela Masi e dall’Avv. Maria Orlando, nasce dalla collaborazione con il Polo Museale e il Centro Studi Antonio Del Donno, rappresentato dal dott. Alberto Molinari. Il percorso si sviluppa su due sedi espositive, offrendo al pubblico un’esperienza diffusa nel tessuto storico e religioso della città.
La mostra, patrocinata dal FAI – Fondo Ambiente Italiano – Delegazione di Caserta, con il contributo di Art Partner Banca Generali Caserta e ArteOraTv di Roberto Porcelli (Roma), propone un itinerario artistico di grande intensità.
Presso la Chiesa di Santa Elena sono esposti i celebri Vangeli dell’artista, opere di forte impatto espressivo che traducono il messaggio sacro in un linguaggio visivo contemporaneo. Al Museo Diocesano, invece, trovano spazio le opere pittoriche e scultoree, testimonianza della continua ricerca tra segno, materia e simbolo.
L’esposizione resterà aperta al pubblico fino al 10 maggio 2026, rappresentando un’importante occasione per riscoprire il lavoro di un artista che ha saputo interpretare la dimensione spirituale attraverso una cifra stilistica unica e riconoscibile.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto alla Diocesi di Caserta e a Don Domenico Pontillo per aver reso possibile la realizzazione dell’evento, contribuendo ad arricchire il patrimonio culturale e spirituale del territorio.
L’artista
Antonio Del Donno (1937–2020) è stato uno degli interpreti più originali del dialogo tra arte contemporanea e dimensione religiosa. La sua produzione, caratterizzata dall’uso di materiali poveri come ferro, legno e oggetti quotidiani, si colloca tra l’Informale e l’Arte Povera, mantenendo una forte autonomia espressiva. Celebre il ciclo dei Vangeli, in cui la parola sacra si trasforma in segno visivo attraverso incisioni e stratificazioni materiche.
