MONDRAGONE — A distanza di mesi dalle prime denunce pubbliche, la situazione a Mondragone non solo non è migliorata, ma in molte zone appare addirittura peggiorata. Le aree già segnalate in passato come discariche a cielo aperto continuano ad accumulare rifiuti, mentre nuovi episodi di degrado urbano vengono denunciati quotidianamente dai residenti.
I siti già indicati dai cittadini — tra cui Triglione, Stercolilli, Sancello, Canale Fosso Riccio, Torrente Savone, ex cava Iacobucci, San Mauro, Levagnole e Torre di Pescopagano — restano sommersi da rifiuti di ogni tipo. A questi si aggiungono aree nei pressi dello stadio comunale, dell’ITC Stefanelli e della strada che conduce al cimitero, dove la presenza di immondizia e materiali abbandonati continua ad aumentare.
Parallelamente, continuano le segnalazioni riguardanti occupazioni abusive di strutture e immobili, spesso trasformati in rifugi di fortuna. In alcune zone della città, cittadini raccontano di edifici, stalle e baracche occupate senza autorizzazione, con situazioni di degrado e condizioni igieniche difficili.
Alcuni residenti segnalano anche episodi di tensione e paura, sostenendo che in determinate aree guardare o avvicinarsi possa provocare reazioni aggressive o lanci di oggetti. Altri lamentano la presenza di furgoni e automobili prive di assicurazione, oltre a presunte attività irregolari che contribuirebbero ad alimentare un clima di insicurezza.
Secondo molti cittadini, il problema sarebbe aggravato dalla percezione di scarsi controlli sul territorio e da una presenza ritenuta insufficiente delle istituzioni. Le segnalazioni, infatti, si susseguono da mesi, mentre il degrado ambientale e sociale continua a crescere.
Per questo motivo i residenti chiedono interventi immediati, con bonifiche delle aree trasformate in discariche, controlli più frequenti e azioni concrete contro occupazioni abusive e attività illegali.
Senza una risposta chiara e tempestiva, avvertono molti cittadini, il rischio è che il problema continui ad aggravarsi, trasformando intere zone della città in aree sempre più difficili da recuperare.
