Viale Van Gogh ad Aversa (CE), a due passi dall’ospedale Moscati, dovrebbe essere il cuore pulsante della mobilità pubblica: il capolinea dell’AIR Campania, dove centinaia di cittadini salgono e scendono dai bus che collegano diversi comuni. Invece, è diventato un set di “survival urbano”: auto parcheggiate selvaggiamente da abusivi, cumuli di rifiuti sparsi come scenografia post-apocalittica, motorini abbandonati e ostacoli di ogni tipo.
Gli autobus zigzagano tra SUV, lattine, cartacce e bottiglie rotte, mentre il clacson diventa l’unico commento sonoro degno di nota. Il degrado non è più un dettaglio, ma la regola. I parcheggiatori abusivi trattano il capolinea come il loro salotto privato, dimenticando che qui si dovrebbe lavorare e viaggiare in sicurezza. E per aggiungere ulteriore “comodità”, i servizi igienici restano chiusi, lasciando passeggeri e autisti a fare i conti con l’assenza di strutture minime di supporto.
Gli autisti dell’AIR Campania non chiedono miracoli: vogliono semplicemente rispetto e condizioni di lavoro sicure, come previsto dal D.Lgs. 81/2008, il Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro. Tra le richieste principali:
Spazi liberi per fermate e manovre, senza ostacoli e auto abusive.
Segnaletica chiara e funzionale per evitare incidenti.
Pulizia regolare e rimozione immediata di rifiuti pericolosi.
Controlli efficaci contro parcheggiatori abusivi e comportamenti illeciti.
Presenza di un dipendente aziendale al capolinea per tutelare chi opera e chi attende il bus.
Apertura e manutenzione dei servizi igienici, come minimo indispensabile per lavoratori e utenti.
Ecco il paradosso: chi dovrebbe garantire un servizio pubblico efficiente sembra limitarsi a guardare. L’unico spettacolo sicuro è il caos. E intanto i cittadini pagano il biglietto, i bus fanno miracoli quotidiani e i parcheggiatori abusivi dirigono la scena come registi di un film che nessuno ha chiesto.
In questo capolinea dove l’assurdo è legge, il buon senso prende un giorno libero, la spazzatura fa da scenografia e la sicurezza… beh, quella è ancora in sciopero. Se l’azienda e le istituzioni non si svegliano, il prossimo atto non sarà una commedia nera: sarà un incidente annunciato.
