Ieri, a Maddaloni, si sono svolti i funerali di Sofia Di Vico, la giovane cestista di 15 anni morta a Roma durante una trasferta sportiva per uno shock anafilattico. In una chiesa gremita e avvolta dal silenzio, il dolore più forte è stato quello del padre, Fabio Di Vico, che ha scelto di vivere questo momento lontano da polemiche, concentrandosi solo sull’ultimo saluto alla figlia.
Dopo giorni di attenzione mediatica e interrogativi, il padre ha mantenuto una linea chiara: nessuna accusa affrettata, ma una richiesta ferma di verità. Anche nel giorno dei funerali, il suo pensiero è rimasto quello già espresso nei giorni scorsi: prima il lutto, poi verrà il tempo delle risposte. Fabio Di Vico ha ribadito la fiducia nella magistratura e negli investigatori, sottolineando che saranno loro a chiarire eventuali responsabilità.
Nel suo dolore, però, emerge soprattutto il ricordo di Sofia. Una figlia attenta, responsabile, abituata a convivere con una grave allergia senza mai lasciarsi definire da essa. Il padre l’ha sempre descritta come una ragazza prudente, capace di gestire con maturità ogni situazione, senza rinunciare alla leggerezza della sua età.
Il funerale è stato quindi non solo un momento di addio, ma anche di memoria: quella di una ragazza piena di vita, legata alla sua famiglia e alla sua passione per il basket. E proprio da questo ricordo il padre sembra voler partire, prima di affrontare il resto: il bisogno di capire cosa sia successo davvero e, se necessario, ottenere giustizia per sua figlia.
