CASERTA – Stamattina ho ricevuto una telefonata da un nostro lettore, costretto su una sedia a rotelle. Per motivi di privacy non farò il suo nome, ma le sue parole erano chiare e disperate: camminare per le strade di Caserta è diventato un percorso a ostacoli quotidiano, tra marciapiedi sconnessi, gradini improvvisi e buche “a sorpresa”.
«Ogni giorno è una lotta», mi ha raccontato, «uscire è come fare un giro sulle montagne russe senza freni e senza biglietto». I percorsi della città, che per molti sembrano normali, per chi si muove su ruote diventano veri e propri ostacoli: pendenze impossibili, marciapiedi interrotti a metà e pavimentazioni dissestate che trasformano una semplice passeggiata in un’impresa estrema.
Le difficoltà non si fermano qui. Spesso il nostro lettore è costretto a restare a casa, affidandosi a parenti o amici per ricevere la spesa o i medicinali a domicilio. Un gesto semplice, come andare a comprare ciò che serve, diventa un’impresa quasi impossibile, resa ancor più frustrante dall’assenza di percorsi sicuri e accessibili.
La città, con tutta la sua bellezza storica e culturale, rischia così di diventare un territorio inaccessibile per chi ha bisogno di muoversi liberamente. Caserta può vantare piazze e monumenti splendidi, ma basta spostarsi di pochi metri per entrare in un labirinto di buche e cemento sconnesso.
Il messaggio del nostro lettore è chiaro e diretto: «Non chiediamo miracoli, solo marciapiedi percorribili senza sentirsi acrobati professionisti». Una realtà dura, ironica e amara allo stesso tempo: vivere in sedia a rotelle a Caserta significa affrontare sfide quotidiane che la città stessa sembra aver costruito apposta, arrivando persino a costringere le persone a restare chiuse in casa.
