L'immobile di Via Martiri di Bellona
Sta per ripartire l’intervento per la costruzione dell’asilo nido comunale in via Martiri di Bellona. A sbloccare definitivamente la situazione è stata la sentenza del Consiglio di Stato, resa pubblica nei giorni scorsi, che ha chiuso una disputa legale durata quasi dodici mesi.
La vicenda giudiziaria era stata avviata dalla società Arco Edil, seconda classificata nella gara bandita dal Comune di Caserta per i lavori di demolizione e ricostruzione dell’edificio scolastico. L’azienda aveva contestato l’esito della procedura sostenendo, tra le varie motivazioni, un’errata assegnazione dei punteggi durante la valutazione delle offerte.
In primo grado il Tar Campania aveva accolto il ricorso, annullando sia l’aggiudicazione dell’appalto sia il contratto stipulato. La società Alfa Group Costruzioni, risultata vincitrice della gara, tramite il proprio legale Paolo Centore, ha però presentato ricorso al Consiglio di Stato.
Il massimo organo della giustizia amministrativa ha ribaltato la decisione del tribunale regionale, stabilendo che il Tar non avrebbe potuto disporre il subentro della seconda classificata, poiché la misura cautelare che in precedenza aveva sospeso l’assegnazione dell’appalto aveva ormai perso efficacia.
Con questo pronunciamento viene quindi ripristinata l’aggiudicazione originaria e, nei prossimi giorni, l’impresa incaricata potrà riaprire il cantiere e riprendere le attività. L’opera rientra tra i progetti finanziati con fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per un investimento di circa due milioni di euro, con tempi serrati da rispettare per evitare il rischio di perdere le risorse.
Il nuovo asilo nido sarà in grado di accogliere fino a 108 bambini. L’edificio interessato dall’intervento, di proprietà comunale, versava da tempo in condizioni di abbandono e negli anni scorsi era stato anche oggetto di occupazioni abusive.
La prospettiva della ripresa dei lavori è stata accolta con soddisfazione dai residenti della zona, che da tempo segnalavano lo stato di degrado dell’area e chiedevano un intervento di riqualificazione.
