Una croce capovolta disegnata con vernice spray sulla colonna della chiesa nella piazza principale di Castel Volturno. Un atto vandalico in piena regola compiuto durante la manifestazione contro il Cpr che si è svolta in maniera pacifica nella città e che ha richiamato migliaia di persone anche da luoghi oltre i confini provinciali.
Quel che resta, oggi, è però quel segno ‘simbolo’ negativo della manifestazione. A denunciare con forza l’accaduto sono i cittadini di Castel Volturno, che precisano: “Abbiamo scelto di non esprimerci sulla manifestazione di sabato contro i Cpr. Preferiamo osservare, restare in silenzio, non alimentare ulteriori polemiche. Le istituzioni rimangono in silenzio davanti ai cori contro le forze dell’ordine, davanti ai modellini del Cpr dati alle fiamme, davanti alla presenza di persone e realtà completamente estranee al nostro territorio. Rimaniamo in silenzio anche davanti all’ennesima strumentalizzazione politica e mediatica di Castel Volturno e del fenomeno migratorio. Una città che per anni abbiamo cercato, con enormi sacrifici, di riportare all’attenzione nazionale per le sue bellezze, le sue potenzialità e le tante cose positive, e che ancora una volta finisce sulle cronache per ben altro”.
E aggiungono: “Ma il nostro silenzio finisce davanti alla facciata della nostra chiesa, nel cuore della piazza principale di Castel Volturno. La comunità affermano i cittadini su una delle sue colonne è stata disegnata, con vernice rossa, una croce capovolta. E qui, prima ancora dell’uomo che ha rappresentato le istituzioni, parlano i cristiani che sono dentro di noi. Quelli che credono, che pregano, che rispettano profondamente la propria fede e, allo stesso modo, quella degli altri. La libertà di manifestare è sacrosanta. La libertà di esprimere dissenso anche. Ma la libertà non può trasformarsi in mancanza di rispetto verso i luoghi di culto, i simboli religiosi e la sensibilità di una comunità. E sia chiaro, non è soltanto una questione religiosa, affermano alcuni residenti. È una questione di civiltà, di educazione, di rispetto per il patrimonio di tutti”.
Quindi sottolineano le associazioni cattoliche: “Aspettiamo anzi, pretendiamo una presa di distanza pubblica e inequivocabile da parte degli organizzatori locali della manifestazione. Aspettiamo delle scuse alla comunità cristiana di Castel Volturno e che ci si adoperi immediatamente per ripristinare lo stato dei luoghi. Perché non si può chiedere rispetto per i diritti di qualcuno calpestando quelli e la sensibilità di qualcun altro”.
