Ph Giuseppe Sorbo
Nel suo nuovo libro <<La nostra sicurezza>>, l’ex ministro allarga il concetto di protezione dalla criminalità alla pace, dal lavoro alla sanità: << Lo Stato deve farsi carico delle paure delle persone>>.
Roberto Speranza, deputato PD: un ex ministro della sinistra che scrive un libro intitolato La nostra sicurezza sembra voler sfidare le destre sul proprio terreno, ma che in realtà mette in evidenza la vera centralità che c’è attorno alla parola ‘sicurezza’. Successo ieri pomeriggio all’Hotel Europa di Caserta per la presentazione dell’opera letteraria dell’ex ministro ‘La nostra sicurezza’. L’ex ministro ai microfoni di Radio Caserta Tv ha espresso l’importanza di quest’opera letteraria: “Per me è il nostro terreno. Questa parola è molto forte e attuale, sentita dalle persone. Sicurezza significa capacità di saper rispondere alla domanda di protezione. Viviamo un tempo in cui le persone hanno paura e non dobbiamo mai girarci dall’altra parte. Dobbiamo offrire risposte credibili>>. Un dibattito interessante che ha visto l’apertura del dibattito con un parterre di relatori importanti: ‘Giovanni Cerchia – presidente Progressisti per Terra di Lavoro, con Silvia Albano – presidente nazionale Magistratura Democratica, Tonino Scala già consigliere regionale, e Stefano Graziano – parlamentare nazionale’. La discussione è stata centrata sulla riflessione attorno al significato della parola ‘sicurezza’, ma sono stati tanti i temi discussi ieri in sala, dai conflitti internazionali, fino alla crescita delle disuguaglianze economiche, precarietà del lavoro e difficoltà dei servizi pubblici. Nel libro, Roberto Speranza, già ministro della Salute dal 2019 al 2022 e attuale deputato della Repubblica, sviluppa una visione della sicurezza fondata non soltanto sulla tutela dell’illegalità e dai reati, ma anche sulle garanzie dei diritti fondamentali, dalla salute all’istruzione, dal lavoro dignitoso alla giustizia sociale, fino alla tutela dell’ambiente e alla costruzione della pace. Attraverso un’analisi dei cambiamenti economici, sociali in corso, con particolari attenzione agli effetti delle trasformazioni tecnologiche del cosiddetto tecnocapitalismo, l’autore individua le cause della crescente distanza tra cittadini ed istituzioni e propone un percorso orientato al rafforzamento della partecipazione democratica e della coesione sociale. L’ex ministro afferma un secondo concetto importante sulla parola sicurezza << “La sinistra si deve riprendere la parola sicurezza, a trecentosessanta gradi. Se c’è un crimine, non bisogna temere di usare la parola ‘repressione’, insieme con la parola ‘prevenzione’. Non possiamo consegnare queste istanze alle destre. Proteggere le persone significa farsene carico.” Tantissime argomentazioni che hanno messo in evidenza la centralità delle istituzioni e della comunità, evitando che chi non ha mezzi resti isolato. Chi è ricco può curarsi con le assicurazioni o avere case presidiate da metronotte, afferma l’ex ministro in sala, mentre chi ha meno risorse deve invece poter contare sullo Stato per la salute e l’ordine pubblico. Una presentazione importante che ha visto la partecipazione attiva del pubblico in sala verso le argomentazioni discusse, una presentazione che si inserisce anche nel dibattito sui temi della protezione sociale e delle politiche pubbliche, affrontando questioni che riguardano l’intera società contemporanea, ma soprattutto affrontando con massima attenzione il distacco dei giovani dalle istituzioni democratiche che purtroppo oggi vivono una fase delicata attraversata da profondi cambiamenti economici e sociali.

Fotografo Giuseppe Sorbo
