A volte ci sono persone che continuano a esserci anche quando non possono più essere presenti. Restano nelle cose che hanno sognato, nei progetti per i quali hanno combattuto, nei gesti di chi li ha amati. È una storia di memoria, affetto e coincidenze quella che ha accompagnato l’apertura della nuova biglietteria di Corso Giannone. Nel giorno dell’inaugurazione, Jessica Simone ha acquistato il primo biglietto e ha deciso di dedicarlo a Giuseppe Cardone, una persona che a quella nuova apertura teneva tantissimo. «L’ho fatto per lui. Ci teneva tantissimo a questa apertura della biglietteria», racconta Jessica. «L’ho sentito fino a sabato e mi sentivo proprio il dovere di fare questa cosa per lui. Era il minimo che potevo fare». Ma c’è un particolare che rende questa storia ancora più speciale. La stessa idea era venuta anche a Francesco, il figlio di Giuseppe. E così, quasi come se fosse stato scritto da Giuseppe stesso, Jessica e Francesco si sono ritrovati proprio lì, nel giorno dell’apertura, con lo stesso desiderio: fare in modo che quel primo biglietto fosse dedicato a lui. Un incontro che ha trasformato un momento di inaugurazione in qualcosa di profondamente personale. Quel primo biglietto è stato poi incorniciato. E nella cornice non c’è soltanto un ricordo, ma una frase che racchiude il senso di tutta la storia:
“Ha creduto, ha lottato, ha reso possibile questo momento.” Poche parole, ma capaci di raccontare tutto. Perché Giuseppe non è stato semplicemente ricordato. È stato riconosciuto come una delle persone che hanno creduto in quel momento, che lo hanno desiderato e per il quale si sono impegnate. La cornice è stata poi portata nel bar di Giuseppe, dove il ricordo continua a vivere e dove Francesco può custodire quel piccolo pezzo di quella giornata. Jessica, che lavora alla Reggia, ci tiene a precisare che quel gesto lo ha compiuto semplicemente come Jessica Simone. «Questo l’ho fatto come Jessica Simone». E forse è proprio questo il valore più grande di ciò che è accaduto a Corso Giannone: non un gesto istituzionale, ma un gesto umano. La prima giornata della nuova biglietteria è andata bene. Il punto vendita è rivolto soprattutto all’utenza locale e agli abbonati e potrebbe contribuire anche a distribuire meglio i flussi dei visitatori, evitando che l’intero afflusso si concentri sulla biglietteria principale della Reggia. Ma quel giorno, più dei numeri, resterà nella memoria un’immagine. Jessica e Francesco, insieme, davanti a quel primo biglietto. Due persone legate a Giuseppe che, senza essersi messe d’accordo, avevano pensato alla stessa cosa. Come se entrambi avessero sentito che quel momento dovesse appartenere a lui. E così, nel giorno in cui una nuova biglietteria ha aperto le sue porte, Giuseppe Cardone ha avuto il suo posto in prima fila. Non con la sua presenza, ma attraverso il ricordo di chi gli ha voluto bene. Un biglietto, una cornice e una frase: “Ha creduto, ha lottato, ha reso possibile questo momento.” Forse non c’è modo più bello per dire che certi sogni, anche quando chi li ha coltivati non può più vederli realizzati, continuano a camminare attraverso le persone che li hanno condivisi.

