Nasce la sala “Raffaello Causa” per la cultura e il territorio
La Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento inaugura ufficialmente i suoi nuovi spazi istituzionali, tagliando il traguardo di un ambizioso progetto di rinnovamento che unisce la tutela del passato alle sfide culturali del domani. I locali rinnovati, situati al terzo piano della maestosa Reggia di Caserta, aprono le porte alla comunità con un forte atto simbolico: l’intitolazione della nuova sala conferenze alla memoria di Raffaello Causa, figura centrale e pionieristica della storia dell’arte e della salvaguardia dei beni culturali nel Mezzogiorno.
L’iniziativa, promossa sotto la guida dell’attuale Soprintendente Mariano Nuzzo, si muove lungo la direttrice tracciata dal claim “Dalla memoria al futuro”. Non si tratta soltanto di un ampliamento logistico o di un restyling di uffici istituzionali, bensì della nascita di un polo nevralgico espressamente dedicato alla cultura, alla ricerca scientifica e al dialogo costante con il territorio. Il nuovo assetto logistico della Soprintendenza punta a scardinare la vecchia concezione degli uffici ministeriali come luoghi chiusi o puramente burocratici. “Restituire nuovi spazi alla Soprintendenza significa rafforzarne concretamente la capacità di essere aperta, presente e vicina al territorio” ha spiegato il Soprintendente Mariano Nuzzo, evidenziando come l’apertura della sala risponda alla precisa volontà di creare un laboratorio permanente di idee, inclusione e partecipazione attiva per l’intera comunità della Terra di Lavoro. La cerimonia di inaugurazione, fissata per giovedì 24 settembre alle ore 9:00, vedrà l’immediata operatività della sala conferenze. Il debutto ufficiale avverrà infatti con la presentazione di un’attesa e importante pubblicazione scientifica interamente dedicata alla Basilica di Sant’Angelo in Formis. Il volume, focalizzato sulla preziosa architettura medievale capuana e sui suoi celebri cicli di affreschi, testimonia lo sforzo di ricerca supportato dal Ministero della Cultura e si connette idealmente all’eredità intellettuale dello stesso Causa, che dedicò passaggi fondamentali dei suoi studi alla valorizzazione dell’arte campana. Associare il nome di Raffaello Causa (1923-1984) a questo spazio significa riconnettersi alle radici della tutela moderna in Campania. Storico dell’arte dal rigore finissimo, saggista illuminato e instancabile funzionario di Stato, Causa è rimasto impresso nella memoria collettiva come un Soprintendente eccezionale, capace di coniugare la conservazione dei capolavori antichi a una straordinaria apertura verso le avanguardie contemporanee. Nel corso del suo storico mandato alla guida della Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici della Campania e del Museo Nazionale di Capodimonte, Causa non solo trasformò la reggia borbonica napoletana in un complesso museale di respiro internazionale, ma curò mostre leggendarie che rivoluzionarono gli studi sul Seicento e Settecento meridionale. La sua visione lungimirante lo spinse a dialogare intensamente con i grandi protagonisti dell’arte del suo tempo – come dimostra lo storico legame con il gallerista Lucio Amelio e l’acquisizione di capolavori assoluti come il Grande Cretto Nero di Alberto Burri. Scegliere la sua figura come nume tutelare della nuova sala conferenze significa indicare alle nuove generazioni di studiosi un modello d’azione in cui la memoria non è un feticcio immobile, ma la base solida su cui edificare la coscienza civile e culturale di un intero paesaggio. L’evento di giovedì prossimo, pur inserendosi nel fitto e più ampio calendario di appuntamenti culturali e scientifici che la Soprintendenza ha pianificato per la stagione autunnale, si distingue come il vero e proprio motore della futura programmazione dell’ente.
La neonata sala “Raffaello Causa” ambisce a diventare il cuore pulsante di convegni, tavole rotonde e presentazioni editoriali, confermando la centralità di Caserta e della sua Soprintendenza come polo propulsore di idee e cittadinanza attiva.
