Dott.ssa Nadia Ersilia Atzori
Dott.ssa Nadia Ersilia Atzori
Il sonno rappresenta un pilastro fondamentale per la salute e il benessere di ogni persona. Nonostante ciò, negli ultimi decenni è emersa una rilevante preoccupazione per quanto riguarda la quantità e la qualità del riposo che ognuno di noi sperimenta quotidianamente. Secondo gli ultimi dati, l’insonnia in Italia colpisce più di 13 milioni di persone – con una maggiore incidenza tra le donne – e porta con sé conseguenze allarmanti che spaziano dalle patologie neurologiche e cardiovascolari all’aumento del rischio di incidenti. Tali dati, chiaramente, non tengono conto di tutti coloro che non riferiscono il loro disturbo o che vivono problematiche legate al sonno di cui non sono pienamente consapevoli. Nonostante la gravità del problema, che ha spesso importanti ripercussioni sulla quotidianità e sul benessere collettivo, le persone che riescono a giungere a una diagnosi adeguata e a ricevere il trattamento giusto sono decisamente inferiori rispetto al totale. In generale, una delle problematiche maggiormente riferite è legata a una quantità e qualità del riposo gravemente compromesse per almeno tre notti alla settimana e per un periodo non inferiore a tre mesi consecutivi. Oltre all’insonnia, bisogna ricordare che esistono anche altre condizioni meno conosciute o che si presentano come preludio o conseguenza di altri disturbi.
Questa vulnerabilità del sonno è sempre più visibile tra i più giovani, soprattutto durante il periodo adolescenziale, in quanto cambiano radicalmente le esigenze e le tempistiche del riposo. Le principali cause sono di natura fisiologica e, per questo, strettamente collegate al ritmo circadiano, il quale spinge i ragazzi ad addormentarsi prevalentemente nella seconda parte della notte, rendendo tuttavia l’addormentamento e il risveglio progressivamente più tardivi. A questo fattore se ne aggiungono altri che riguardano più nello specifico i cambiamenti di stile di vita imposti negli ultimi anni, tra cui l’aumento del tempo trascorso tra le mura domestiche e l’uso intensivo – e talvolta eccessivo – dei dispositivi digitali. Tali elementi accentuano ulteriormente lo slittamento del ritmo sonno-veglia, trasformando quella che potrebbe essere una tendenza fisiologica in un vero e proprio disturbo con ripercussioni durature. Quando gli orari di addormentamento si spostano così in avanti da compromettere lo svolgimento degli impegni scolastici e la cura di sé, la situazione potrebbe essere già sfuggita di mano. Le ripercussioni di questo deficit cronico si manifestano principalmente al momento del risveglio mattutino con difficoltà ad alzarsi in tempo, il salto della colazione e un progressivo calo del rendimento scolastico, derivante dall’alterazione del ritmo sonno-veglia e dell’equilibrio psicofisico. Questa situazione è sempre più motivo di preoccupazione per molti genitori che, sfiniti, si rivolgono agli esperti per cercare di arginare il problema, soprattutto se associato ad altre difficoltà. Una di queste è la presenza di una dipendenza comportamentale.
I consigli dell’esperto
Per prevenire e ridurre tale situazione, nel caso il problemi interessi bambini e adolescenti, i genitori dovrebbero cercare di vigilare sulle abitudini quotidiane dei figli, in particolare se piccoli, visto che sempre più spesso gli orari di utilizzo di smartphone e tablet possono arrivare fino alla mezzanotte o superare le 6 ore giornaliere. Durante la sera, in particolare, bisognerebbe fare in modo che bambini e ragazzi seguano routine più sane e meno eccitanti, come la lettura di un libro o la visione di un film ma su uno schermo ampio e distante. Un altro aspetto da monitorare con cura riguarda l’utilizzo precoce di caffè o bevande a base di caffeina, il consumo “fai da te” di integratori stimolanti – spesso assunti senza alcuna prescrizione medica – e il fumo.
È bene ricordare che il riposo non è un lusso, ma una parte indispensabile per la vita di ogni persona, soprattutto in fase evolutiva.
Per richiedere consulti specifici è possibile rivolgersi a uno psicologo o psicoterapeuta, qualora il problema si associ anche a conflitti familiari o difficoltà nella gestione delle routine, oppure a medici e altri professionisti sanitari esperti in disturbi del sonno e terapie adeguate.
Riferimenti accreditati sono: l’Accademia Italiana di Medicina del Sonno (AIMS), l’Istituto Neurologico Mediterraneo Neuromed che rappresenta un’eccellenza in quanto Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (I.R.C.C.S.), il Centro Multidisciplinare di Medicina del Sonno dell’Ospedale Niguarda. Ci sono, poi, centri che si occupano di visite specialistiche, polisonnografia e altri esami connessi come il Centro Morrone di Caserta, la Clinica Athena, Sonnocare, il Centro Morra e tanti altri.
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